frestyl has recently launched a few contests for becoming our reporters for the festivals and events we have a partnership with. Of course we’ve only chosen super-duper cool events, and we’ve offered entrance+press pass to the winners of such contest, and the opportunity to write a review of the event on this blog.

We’re excited to introduce the first review, done by MI AMI contest winner Tommaso Bertelli, already collaborating with the webszine Osservatori Esterni. We’ve chosen our MI AMI reporter based on the music event reviews participants have submitted, and we’ve chosen Tommaso because he was able to not only talk about the music but also the overall atmosphere of the concert itself. And we wanted to convey the atmosphere of MI AMI, which is a pretty peculiar music festival, as it mainly showcases emerging Italian musicians but is becoming increasingly popular and attended.

So below is Tommaso’s review of the first day of the MI AMI festival. In italian, of course, and with pictures taken by him during the show.

Recensione del primo giorno del MI AMI 2011: 10 giugno – by Tommaso Bertelli

Arrivo al Magnolia e resto fermo in macchina col sospetto di aver guidato troppo lontano. Fuori vien giù un’acqua allucinante e mi sorge il dubbio di trovarmi in un paese a caso del Sud-Est asiatico durante la stagione dei monsoni. Nuvole chiare provenienti dalla città mi convincono a concedere tempo al tempo e aspettare un paio di minuti prima di uscire dall’abitacolo.

Quando entro al MiAmi non c’è ancora quasi nessuno e i ragazzi dell’organizzazione sono impegnati a scrollarsi l’acqua di dosso e soprattutto dagli impianti. Il palco Pertini sembra abbastanza a posto e stanno già togliendo i teloni protettivi, pronti per il primo live. Il palco collinetta, invece, se l’è vista brutta e i tecnici stanno urlando contro il cielo. La corrente è saltata e non si sa se si potrà suonare.

L’acqua è e sarà la costante del festival. Mi prendo la prima birra e, grazie al braccialettino speciale, mi piazzo sotto il palco, davanti alle transenne, per il live dei Deluded By Lesbians che hanno l’onere e l’onore di essere i primi a suonare. Dopo di loro tocca a The Hacienda, con il cantante che ricorda Liam Gallagher nell’aspetto (capello a caschetto ed eskimo compreso) e il classico indie rock inglese nel suono. No buono!


Il Mi Ami wet-style ricorda un po’ il mitico Glastonbury (anche se gli italiani non sono così a loro agio tra pioggia e fango!)

Ma ecco che improvvisamente il sottopalco si popola, non eccessivamente sia ben inteso, lo schifo di tempo e l’ora presta non consentono ancora grandi folle, ma diciamo che a cinquanta-sessanta persone ci siamo. È il momento dei Fine Before You Came che infiammano il MiAmi, per il primo vero grande momento del festival. Cantano e suonano più sul pubblico che sul palco, in una session di body surfing che coinvolge tutti i membri della band e i rispettivi strumenti (batteria esclusa). Seconda birra.


Rock’n Roll-style: i Fine Before You Came suonano in body surfing

Non sapendo neanche bene come mi ritrovo dietro al palco, nel backstage, insieme alle band in attesa di suonare. Scambio due chiacchiere con gli EgoKid in attesa che dall’altra parte del parco la situazione migliori, il palco collinetta è messo ancora male e il ritardo si accumula. I Massimo Volume sono a due passi da me che si riposano, mangiano e si concentrano per il live. Incrocio lo sguardo con Vasco Brondi (lui “è” Le Luci Della Centrale Elettrica n.d.r.) e tento telepaticamente di comunicargli tutto il mio disprezzo. Lui, forse, capisce e distoglie lo sguardo. So già che è impossibile avvicinarlo visto che si è premurato di far sapere a tutti che lui, manco fosse Mick Jagger, foto e interviste non ne fa… Quando sale sul palco ammorba il pubblico, non dico altro. Facce annoiate ovunque.

Guadare il parco per raggiungere l’altro palco è impresa ardua e complicata, soprattutto se non si hanno le scarpe adatte. È come se avessi ai piedi delle ballerine di tela! Passo attraverso l’area degli stand e delle bancarelle e nel frattempo scende il buio. Anche sul piccolo palco è arrivato il momento di suonare e la voce di Denise è una bella sorpresa. L’atmosfera è più intima e la scaletta delle performance preparata dagli organizzatori rispetta la concezione più personale di questa parte del festival.


Denise sul palco del Mi Ami, per la seconda volta

Il continuo passare da un palco all’altro mi provoca una strana forma di schizofrenia che curo con una nuova birra e un panino con la salamella, immancabile cibaria da concerto, da festival in particolare…
Faccio appena in tempo a ingoiare l’ultimo boccone che è il momento forse più atteso in questa prima giornata di MiAmi: è il momento dei Massimo Volume che in un’ora regalano niente meno che emozioni. Poco altro da dire su di loro. Emozioni.


Massimo Volume: una band che in Italia ha fatto storia

Ultima botta di bipolarità e mi riporto al palco Collinetta per il set dei Mariposa, che con il solito look allucinato di Enrico Gabrielli e Alessandro Fiori propongono i pezzi dell’ultimo splendido disco per una degna chiusura di prima serata.

:: thomas mann

PS: Tutte le foto di Mi Ami scattate da Tommaso le trovate QUI

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