The winner of our “frestyl reporter” contest for Mi Ami, Tommaso Bertelli, has reviewed the second day of the festival (11th June), which was also his last day at Mi Ami as on the Sunday his duty as an Italian citizen won over his duty as a frestyl reporter (that weekend we had to vote for referendum). And that’s a good thing! So here is the review, in Italian, of course.

Recensione del secondo giorno del MI AMI 2011: 11 giugno – by Tommaso Bertelli

La storia si ripete, come spesso capita. Si replica il giorno successivo, sabato. Stesso copione: esco di casa col sole, arrivo al Magnolia con diluvio. Più breve, ma più intenso. Secchiate d’acqua dal cielo. C’è sempre più fango nel parco, che sempre più acqua per terra. C’è sempre più rock.

Entro e sul Pertini stanno suonando gli Smart Cops, carichi come delle molle. Di rosso e nero vestiti trasudano energia. Ma oggi decido che è il palco Collinetta quello cui dedicherò le maggiori attenzioni, visto che in scaletta ci sono una serie di band giovani e interessanti. Primi tra tutti i Be Forest, che sono in tre, che sono giovani e soprattutto che sono bravi. Li seguono a ruota i Radio Days, che con un look molto mods sembrano la versione italiana e sfigatella dei Franz Ferdinand.


I Be Forest potrebbero benissimo essere una band indie americana che appare su Pitchfork

Guardandomi intorno si capisce che la giornata di oggi è meno mono-genere di quanto lo fosse ieri. Gironzolando nel parco, tra gli stand, sotto i palchi ci sono ragazzi di ogni genere e vestiti in maniera totalmente diversa, molti dei quali sembrano appena usciti da uno scontro a fuoco e con bombe a mano con il proprio armadio, ma alla fine tutto fa colore e soprattutto fatti loro! L’atmosfera è più colorata e divertente di quanto non fosse venerdì e ci sono anche un sacco di bambini e più di una volta ho rischiato seriamente di calpestarne un paio.


Mi Ami crowd

A rompere questa magia arriva la prima delusione della giornata e cioè che i Death in Plains che ero curiosissimo di sentire sono rimandati ad un’ora tarda, su un terzo minuscolo palco, a causa dei ritardi dovuti alla pioggia. Peccato perché suoneranno in contemporanea ai Casino Royale e nessuno, o almeno non io, andrà a sentirli. Sul palco salgono i Babalot che in sei non fanno neanche mezzo Rino Gaetano, perché loro lì puntano.


Il restio Babalot canta al Mi Ami accompagnato dalla sua band

A questo punto bevo una sonora birra e mi lascio trasportare dalla solita schizofrenia per tentare di seguire in contemporanea gli Iori’s Eyes, che risultano troppo naif e anni ’80 per i miei personali gusti, e gli LN Ripley, side project di Ninja, batterista dei Subsonica. Un grandissimo show! Energia pura. I primi, in due giorni, che giocano anche molto sulla componente visiva dello spettacolo e non solo su quella musicale. Tre enormi occhi di plastica gialli compaiono sul palco che nel frattempo si riempie di fumo. Dalla nebbia spuntano i componenti del gruppo, tutti mascherati. L’impatto è devastante! La carica di Viktor, il frontman, che dopo una canzone rivela il suo volto già sudato, è incredibile. Non sta fermo un attimo e canta con grande energia. Dietro i musicisti che rimangono mascherati macinano note e valvole dei sintetizzatori. Grandi!


Lo show pirotecnico dei LN Ripley

La serata si chiude con il live più atteso, quello dei Casino Royale. La storica band milanese, che in questi giorni torna con un nuovo disco, sale sul palco che son da poco passate le 23 e la folla che ormai riempie il piazzale davanti il palco principale esplode. I nuovi pezzi (Io e la mia ombra e Ogni uomo, una radio) si mischiano alle hit della band capitanata da Alioscia (Crx, Sempre più vicino, Ogni singolo giorno e Royale’Sound). È anche il primo momento in due giorni in cui la politica fa la sua comparsa al MiAmi, e non potrebbe essere altrimenti quando sul palco c’è una band che ha legato il suo nome a doppio filo con la città, questa città che nell’ultimo mese ha assistito ad uno dei cambiamenti più epocali cui io abbia avuto occasione di partecipare. Che sia forse il momento che la “Milano fratricida” che i Casino Royale cantavano nel lontano 1997 sia scomparsa? Speriamo.


Casino Royale, missione speciale, pronti a decollare

Dopo oltre un’ora di live Alioscia e soci abbandonano il palco e la giornata finisce. Torno a casa con la convinzione che il MiAmi sia uno di quegli eventi che fanno bene al morale, di tutti: dei gruppi e degli artisti che vedono un’incredibile partecipazione del pubblico, nonostante le avversità atmosferiche. E fa bene anche al pubblico che in tre giorni vede quanto di meglio l’Italia possa offrire in ambito musicale. Vero è che di qui passano solo artisti e realtà indipendenti, ma piccoli e pochi è meglio. Non sentiamo il bisogno di riempire stadi o parchi veneziani, posto poi che neanche i grandi ci riescono…
Al prossimo anno MiAmi.

:: thomas mann

PS: potete trovare le altre foto di Tommaso Bertelli del Mi Ami QUI

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