Soluzioni Semplici Festival is officially over after a 5-day intense music feast at the scenic Casa Del Jazz in Rome. And now we can gather thoughts and images about the festival, and see the whole event through the eyes of our “frestyl reporters”. Following the suggestion of the organizers of the festival, we’ve selected not just one but TWO talented writers for each night, so that we could get different perspectives on the same show. So this is a little experiment we’re doing here.

Below is the first review (in Italian!) of the first day of the festival, featuring Brunori SAS and Le Luci Della Centrale Elettrica (1st july), written by Giuseppe Zingaro. Giuseppe is studying Economics in Rome but he’s also a musician, heading a collective called Sounds NotNotes. And, of course, he loves writing!

Soluzioni Semplici Festival – Day 1: Brunori SAS & Le Luci Della Centrale Elettrica. Recensione e foto di Giuseppe Zingaro

Entro nel giardino all’ombra delle mura aureliane quando la serata sta per entrare nel vivo. La fila è ancora lunga fuori dal cancello. Una lenta processione che si dirige al palco. Ho giusto il tempo di scattare la prima foto malriuscita, che una voce calabrese al microfono richiama l’attenzione. La Brunori SAS saluta il pubblico e si prepara per lo show.

Tira un’aria intima sul prato, dove noto la prima particolarità inaspettata: davanti al palco ci sono schiere di sedie perfettamente simmetriche. Infondo siamo alla Casa del Jazz. Dario Brunori comincia all’imbrunire, mentre le ultime file si stanno ancora popolando. Comincia come il suo ultimo album, con Il Giovane Mario, ma lo fa con la chitarra invece che col pianoforte. Da subito tutti sono rivolti verso di lui con un’attenzione che mi ha sorpreso. Una di quelle che non si vedono spesso ai concerti, soprattutto nei locali affollati. Dopo l’inizio di chitarra e voce, la scaletta prende piede con un tuffo nel disco precedente. Chi non è seduto si accalca ai lati delle sedie.


Brunori SAS sul palco della Casa Del Jazz

La sensazione è che molti di quelli che sono qui siano venuti per lui, Dario Brunori con la sua società in accomandita semplice. Seguono in scaletta le canzoni del disco nuovo, che quasi tutti già conoscono a memoria. Il concerto si fa emozionante. A questo punto, lo ammetto, ho pensato che avrei scritto una recensione un po’ noiosa perché tutta “pace e amore”, ma l’allegria che trasmette quest’uomo mentre racconta di disavventure e di poveri cristi (il nome del suo album) è disarmante. La sua è una scrittura semplice ed efficace, certo a tratti può essere accusato di un certo manierismo, ma si tratta di canzoni. Di certo ha dimostrato di essere un autore vero pubblicando un secondo album così inaspettato. Uno dopo l’altro i nomi che hanno fatto grande il cantautorato italiano rivivono nelle melodie e negli arrangiamenti del trentatreenne calabrese. Durante il concerto mi guardo attorno e, nonostante la folla, mi chiedo dove siano tutti i ragazzotti di paese luciobattistiani che mi deridevano perché compravo i dischi degli Iron Maiden. Forse sono al concerto di Vasco Rossi (stessa sera allo stadio olimpico). Magari è meglio così, che se Brunori dovesse arrivare a tutti, che è un po’ lo scopo del gioco, questi indie-boy che ora lo osannano finirebbero per sparare a vista.

Il concerto di Brunori SAS finisce tra sorrisi, standing ovation e applausi. Mi dirigo verso i banchetti di dischi e magliette per dare un’occhiata e raccolgo un po’ di pareri sul cantautore calabro appena sentito. Tutti mi sembrano entusiasti e confermano di essere venuti qui per lui.


Le Luci Della Centrale Elettrica al Soluzioni Semplici Festival

Dopo un rapido cambio palco è la volta del famoso, ultimamente famigerato, Vasco Brondi (Le Luci della Centrale Elettrica). La luce si abbassa, i toni diventano freddi. Il concerto inizia con Cara Catastrofe. Molte persone decidono di migrare alla volta dello spillatore. Probabilmente hanno voglia di gustarsi il cinismo decadente del ferrarese con una birra fresca tra le mani, probabilmente no. In realtà sono tanti quelli che rimangono e altrettanti quelli che si avvicinano al palco. Una specie di ricambio generazionale: l’età media si abbassa, direi. A differenza di Brunori SAS non è la prima volta che ascolto Le Luci Della Centrale Elettrica. Questa volta devo ammettere che mi ha piacevolmente sorpreso il sound un po’ più limpido del solito. Anche se è dall’inizio della serata che mi lamento del volume generale basso. Infondo siamo alla Casa Del Jazz II. Vasco Brondi prosegue con la sua scaletta, ma faccio fatica a distinguere le canzoni del primo album da quelle del secondo (praticamente identici). Gli affezionati però ci sono, cantano a squarciagola e non sono pochi. Almeno qui non vale la regola della moda della musica italiana: se al primo giro (disco) sei il giovane talento redentore, al secondo devi morire crocifisso.


Brondi & Co ringraziano il pubblico

Il concerto finisce con un unplugged. Vasco Brondi raccoglie i musicisti al centro del palco e, nel silenzio religioso dei fan in prima fila, con chitarre acustiche e zero microfoni, saluta e ringrazia.

Sotto le stelle cadenti, tra amici e mura antiche di Roma… finisce così la prima serata della prima edizione di Soluzioni Semplici.

:: giuseppe

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