Archives for category: Frestyl News

Lest review for this week. Second one of the third day of Soluzioni Semplici Festival with A Classic Education, Il Pan Del Diavolo, I Cani and many others. This time we’re looking at the series of concerts through the eyes of frestyl reporter Emanuela Marchetti. Emanuela runs the zine L’Ora Panda that focuses on comics and illustrations. She also helps organizing events such as Bilbolbul and Crack! and is freelancing as a English-Italian translator. Last but not least, she writes for music webzine Shiver. I really wonder if she sleeps.

Soluzioni Semplici Festival – Day 3: A Classic Education, I Cani, Pan Del Diavolo, Alessandra Celletti, Cat Claws, The Jacqueries, Carpacho & Babalot. Recensione e foto di Emanuela Marchetti.

Nella bellissima location della Casa del Jazz, a Roma, tra la Cristoforo Colombo e Caracalla, ci si poteva forse anche girare un film domenica pomeriggio. C’era infatti una luce bellissima. Oltre al famoso litorale romano domenica la città offriva allietanti divertimenti tra cui il festival di Soluzioni Semplici al quale mi sono precipitata in vespa.

Babalot è salito sul palco alle 17 e 30 proprio mentre ero fuori a legare il motorino. Entrando mi sono accorta subito di quanto diamine sia bella l’estate e colta da un brivido di euforia mi sono posizionata nelle prime file seduta su una sedia blu.

Dopo circa 40 minuti sul palco c’erano i Carpacho!, divertenti, molto divertenti, indie pop italiano un po’ trascurato e meno pettinato dei britannici (brittannici in generale), forse un po’ timidi si sono lasciati andare dopo due, tre pezzi ed hanno fatto un buon concerto.
Dopo mi sono andata a prendere una birra e ho iniziato ad avvertire l’attesa di cambio palco.


Carpacho!

Eccoli finalmente sul palco i Cat Claws, ben conosciuti qui a Roma ma anche per gli aficionados del genere fuori le mura. La cantante del gruppo appare a noi comuni mortali sul palco con la parrucca rosa e gli occhiali da sole, accompagnata dagli altri 4 sono riusciti a far alzare la poca gente rimasta sulla sedie ben disposte ed a farci muovere un po’ mani e piedi. Molto bravi live, lei bravissima a tenere la scena, hanno suonato 40 minuti circa.


Cat Claws

Oltre all’attesa per il cambio palco, intorno a me la gente continuava ad aumentare, e l’attesa per la fila al bagno anche, così mentre innumerevoli file invadevano i servizi della Casa del Jazz mi accesi l’ennesima sigaretta rifiutando alla fila per la birra e guardando The Jacqueries. 5 ragazzi molto giovani, italiani, timidi ma bravi, hanno suonato un brit pop nostalgico un po’ masticato di tradizione italiana, condito da un enorme coniglio bianco che saltava sul palco durante il concerto cercando di portare un po’ di circo e stupore tra il pubblico.


The Jacqueries, and the White Rabbit

Oltre ai Jacqueries e ai Cat Claws, altro gioiello della 42 Records partecipante al festival è stato I Cani. Ormai a serata inoltrata, dove la gente continuava ad arrivare, hanno suonato I Cani, che nonostante l’album di debutto datato pochi mesi fa sono stati molto bravi. Hanno tenuto il palco per circa un’ora e mi hanno decisamente divertito, ma anche in qualche modo sollevato. I loro testi crudi e diretti in contrasto netto con le chitarre pop, danno conferma a quel qualcosa di più che c’è nella scena musicale indie pop e rock romana da un po’ di tempo a questa parte, intorno al Circolo degli Artisti e non solo.

Mi sono sembrati molto sinceri sul palco e forse la maggiorparte di noi li conosceva già e quindi li ha saputi apprezzare, per gli altri posso permettermi di dire che hanno anche loro apprezzato con applausi e partecipazione, dopotutto sentir cantare certe realtà fa sempre bene: “I critici musicali ora hanno il blog. Gli artisti in circolo al Circolo degli Artisti. I falsi nerd con gli occhiali da nerd. I radical chic senza radical. (…) Mentre aspiranti DJ aspirano coca aspiranti attrici sospirano languide con gli autori tv, gli stagisti alla Fox, i registi di clip. I falliti, i delusi, i depressi, i frustrati” (Velleità da “Il sorprendente album d’esordio dei Cani”).

Prima di loro Alessandra Celletti al pianoforte e gli A Classic Education hanno fatto da spartiacque tra giorno e notte mentre, tra chi si rifocillava e chi faceva la fila, intratteneva un pubblico un po’ stanco ed un po’ spaesato.


A Classic Education

A fine serata sono saliti sul palco il Pan del Diavolo, 2 chitarre ed una batteria a sostituire la solita grancassa di Alessandro Alosi e Gianluca Bartolo. Sul palco per un’ora o poco più, hanno svegliato tutti. Sono stati seguiti, cantati e ballati dalla maggior parte del pubblico presente. Sicuramente i più attesi della serata, hanno iniziato infatti per ultimi, suonando fino a tardi poi tra il pubblico, facendolo anche cantare.

Ma che volete di più!
Dopotutto qualche attesa può anche essere piacevolmente sopportata.

:: emanuela

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The third date of Soluzioni Semplici Festival was quite a rich one. A music-packed day with nearly 10 bands on stage, including A Classic Education, I Cani and Pan Del Diavolo. Here comes the first review, written by frestyl reporter Alessandra Buscemi. Alessandra has studied Fashion Design and is now looking for a job. In the meantime, she enjoys going to lots of concerts and showing her friends new music horizons. I would do the same, honestly.

Soluzioni Semplici Festival – Day 3: A Classic Education, I Cani, Pan Del Diavolo, Alessandra Celletti, Cat Claws, The Jacqueries, Carpacho & Babalot. Recensione e foto di Alessandra Buscemi.

C’è un modo migliore di scoprire musica se non ascoltandola e vedendola direttamente live? Secondo me no e in questa terza giornata del Soluzioni Semplici Festival posso dire di averne scoperta più di quanto immaginassi.

Suonano ben otto gruppi dei quali sei di questi per mia, diciamo, “pigrizia” per un motivo o per l’altro non mi sono soffermata ad ascoltare oltre al nome. Quindi oltre ai nomi dei gruppi le scalette delle canzoni dei primi 6 gruppi purtroppo non ve le so dire (anche per mia poca memoria se ne hanno nominata qualcuna).


Babalot

Alle 17.20 aprono i Babalot che riescono a scaldare bene l’atmosfera, anche se c’era ancora poca gente e quel poco era come intimorita ad alzarsi dalle sedie e andare sotto al palco per gustarsi anche un po’ meglio la band. Cantano quelle poche canzoni, (tra quelle che riesco a ricordarmi ci sono Dante e Maggio) quando già arriva il momento dei saluti per cambiare strumentazione sul palco e far salire un altro gruppo, i Carpacho! Altra band che sa scaldare bene il pubblico e i suoi fan, che ancora rimangono seduti sulle loro sedie cantano a tutta voce le loro canzoni tra le quali Il Reale Mi Dà L’Asma chiudendo con l’omonima C.A.R.P.A.C.HO. dove il fiato dei fan nel ritornello si fa sentire tutto e ricordano per chi non li conosceva che potevano trovarli in giro e che non erano i camerieri!


Carpacho!

Scendono i Carpacho! ed è tempo di un altro cambio palco.
Sono da poco le 18:45 circa e salgono sul palco i Cat Claws capitanati questa volta da una cantane vestita di bianco con pois neri e una parrucca rosa, che finalmente riesce a smuovere il pubblico (che pian piano aumenta) e a farlo andare sotto al palco a scaldare anche le articolazioni! Cantante molto carismatica che tra una canzone e l’altra ogni tanto imbraccia una chitarra e ad un certo punto si toglie la parruca per continuare a cantare al naturale.


Cat Claws

Ma sì sa quando ci si diverte il tempo passa velocemente e finisce anche il loro tempo del concerto per far spazio ai The Jacqueries, gruppo che riesce a far tenere bello movimentato il pubblico anche grazie al coniglio che dal palco scende giù per farlo pogare. Tra le loro canzoni spicca anche una bella cover di I Try di Macy Gray riadattata al loro sound ma che risulta (a mio parere) molto più piacevole dell’originale!


The Jacqueries

Con il finale dei The Jacqueries si avvicina il tramonto e anche l’ora dell’aperitivo e come farlo al meglio se non seduti ad ascoltare Alessandra Celletti e il suo pianoforte? La Celletti e il suo pianoforte inaugurano anche la durata più lunga delle performance con ben un’ora di suonato. Tra una canzone e l’altra si sente il pubblico urlare vari “brava” tutto meritatissimi!


Alessandra Celletti

Dopo la sua ora è come se ci risvegliasse da un bel sogno, dal mondo parallelo dell’onirico.
Comincia a calare la notte e seguono a suonare gli A Classic Education. Il pubblico torna a cantare sotto il palco per goderseli al meglioe tra le loro varie canzoni spunta una bellissima cover di Elvis: Crow Fish. Qualche altra canzone per gli A Classic Education ed arriva il tempo di un nuovo gruppo.


A Classic Education

Salgono sul palco I Cani, che sono reclamati a gran voce dal pubblico. Salgono sul palco con una busta di carta per mascherare il loro volto e non farsi riconoscere, partono con la strumentale Theme From The Cameretta ma appena finita si tolgono le buste dal volto e c’è una piccola sorpresa, salgono sul palco i veri Cani che cominciano a cantare Le coppie. Il pubblico, che dal pomeriggio è aumentato, non fa altro che ballare e cantare accompagnandoli parola per parola, canzone per canzone. Il live dura fin troppo poco e il gruppo chiude con Velleità.


I Cani

I Cani scendono dal palco e subito il pubblico li reclama a gran voce ma purtroppo non c’è nulla da fare, il cambio palco si sta già effettuando lasciando spazio all’ultimo gruppo della serata: Il Pan Del Diavolo.

Sono le 23:10 quando salgono sul palco e in questa data non sono in due ma bensì in tre! Alessandro (voce, chitarra e grancassa) e Gianluca (chitarra dodici corde) sono accompagnati alla batteria da Umberto Giardini (Pineda, Moltheni) e partono subito con Il Mistero Dello Specchio Rotto ma già alla fine della seconda canzone Coltiverò L’Ortica l’ospite alla batteria se ne va per lasciare il gruppo alla formazione originale. La gente canta a squarciagola tutte le canzoni e chi non li conosceva aveva espressioni di stupore ma li accompagnava piacevolmente con il battere delle mani a tempo della grancassa.
Il concerto continua ma il gruppo a qualche canzone vede rientrare a qualche canzone l’accompagnamento di Umberto Giardini come in Bomba Nel Cuore e nel finale di Farà Cadere Lei che lo trasforma in qualcosa di più emozionante e ritmato di quanto non sia già di suo.

E’ finito il concerto, Il Pan Del Diavolo scende dal palco e il pubblico reclama a gran voce la canzone Africa, ma non c’è nulla da fare i tecnici stanno già portando via la strumentazione. Un po’ di pubblico si ritrova nel retro del palco per congratularsi con il gruppo e farsi fare autografi, ma non c’è via di uscita, il pubblico vuole Africa e riescono a convincere Gianluca ad andare a prendere la chitarra e ad Alessandro a intonarla accompagnato da quel poco di pubblico, il che a reso il tutto ancora più piacevole!

Una gran bella giornata di buona musica da scoprire e ascoltare con il cuore e con passione che difficilmente si cancellerà dalla memoria.

:: alessandra

And right away, here comes the second review of the second day of Soluzioni Semplici Festival. This time the concert of Valentina Lupi and Marta Sui Tubi is described through words and pictures by frestyl reporter Francesca Tavera. Francesca is finishing up her Communications degree in Rome, rarely misses a gig and wants to become a music journalist.

As we previously said, our choice of having 2 reporters per night is a little experiment aimed at showing different perspectives on a single music experience. Enjoy.

Soluzioni Semplici Festival – Day 2: Valentina Lupi e Marta Sui Tubi. Recensione e foto di Francesca Tavera.

Sabato 2 luglio ho assistito ai live del Festival Soluzioni Semplici, che prevedevano sul palco Valentina Lupi e i Marta sui Tubi. Arrivo con un largo anticipo, che mi permette di girare un po’ e godermi l’atmosfera intima e pacifica, aiutata anche dal tramonto e da un’aria ventilata.

La gente passeggia e chiacchiera in attesa dell’inizio dello show, e Valentina Lupi e la sua band si inseriscono perfettamente nel clima che si è creato, iniziando quasi in sordina il loro show.

Vincitrice del concorso musicale “Primo maggio tutto l’anno” 2007, quest’artista, dalla voce particolare, ma perfetta per La Casa del Jazz, grazie al suo timbro graffiato con delle affascinanti tinte soul, presenta in quest’occasione il suo secondo album Atto Terzo, più movimentato del primo Non Voglio Restare Cappuccetto Rosso, ma sicuramente altrettanto intimo e con testi che denotano, ancora una volta, un desiderio di riscatto.

La sua scaletta alterna pezzi lenti e riflessivi e altri arrabbiati o ironici, ma sicuramente più movimentati, come l’interessante Non è cambiato nulla o la rock Io e le tue parole, che le permettono di attirare l’attenzione di un pubblico un po’ distratto e in attesa dei Marta sui Tubi, che però risponde bene e raccoglie volentieri l’invito di alzarsi dalle sedie situate sotto il palco, cosa che né pubblico né artisti hanno gradito.

Degna di nota e commovente l’interpretazione, poco prima di lasciare il palco, della canzone Cristo al mandrione, scritta da Pier Paolo Pasolini per Gabriella Ferri; un’omaggio a Roma molto sentito e molto apprezzato dal pubblico, che si ferma in silenzio per qualche minuto, ringraziando poi con un lungo applauso.

Alle 22 è il momento più atteso della serata: i Marta sui Tubi salgono sul palco, ma senza strumenti, smorzando subito gli applausi e chiedendo silenzio al pubblico.

Giovanni Gulino legge, con voce un po’ incazzata e un po’ commossa, il comunicato stampa rilasciato dagli amici di Alberto Bonanni, il musicista aggredito il sabato precedente a Roma, a Rione Monti e che si trova tuttora in coma. Tiene a sottolineare che Alberto, al contrario di quanto hanno scritto molti giornali, non è morto, e quindi, al posto del solito minuto di silenzio, con una rabbia contagiosa, chiede al pubblico un minuto di casino totale, aiutato dal suo gruppo che con chitarra, batteria, e amplificatori al massimo, rende a noi il compito molto più semplice. E’ un minuto di applausi, urla, salti e vero casino, ma partecipato e sentito.

Nemmeno il tempo di lasciarci respirare, che il concerto inizia subito con La Spesa, che scatena una piccola rivoluzione che fa si che, finalmente oserei dire, le sedie vengano definitivamente abbandonate, e si crei una piccola folla di gente danzante sotto il palco!

Interessanti i pezzi del nuovo album Carne Con Gli Occhi, come La Canzone Del Labirinto, Di Vino e Le Cose Più Belle Son Quelle Che Durano Poco che i più affezionati conoscevano già a memoria! Esilaranti gli sketch “politicamente scorretti” su Bossi e Santanchè, che hanno trovato un pubblico abbastanza schierato, quasi completamente d’accordo, e interessanti ma un po’ troppo urlati momenti in cui il gruppo cercava di sensibilizzare il pubblico sul problema della spazzatura a Napoli e sulla disoccupazione del sud.

Il momento più emozionante del concerto, forse perché è una canzone a cui sono molto legata, è stata la perfetta esecuzione di Vecchi Difetti, che ha visto un pubblico coinvolto con qualche lacrima sparsa. Fantastico anche il momento in cui, consci del fatto che non siano tantissimi i siciliani a Roma, durante l’esecuzione di Muratury, Mattia Boschi solleva un cartello “fai da te” con su scritto il ritornello “Prima era zita cu sbirro ora sugnu zita cu un muratury”, che il pubblico canta a squarciagola.

Dopo Amore Amaro, e una pausa prima del bis sempre “politicamente scorretta” il concerto finisce, dopo quasi due ore, con un paio di canzoni dell’album nuovo, con loro che si dicono emozionatissimi per aver di nuovo suonato in una Roma che ogni volta li accoglie con sempre più pubblico, e con un pubblico soddisfatto e che li acclama per un secondo bis, però mancato.

Come prevedibile, la maggior parte delle persone erano presenti per questo gruppo che, con violoncello e strumenti acustici, sa trascinare il suo pubblico con il rock che io considero più vero, fatto con voce, pochi strumenti, ma tanto bisogno di comunicare, più che con urla e distorsioni.

Un gruppo che live non avevo ancora mai sentito, ma che sono stata contenta di scoprire anche in questa versione, e che sono certa, da oggi seguirò con molta più attenzione.

:: francesca

Here we are again, with the first review of the second day of the Soluzioni Semplici Festival at La Casa Del Jazz, featuring, this time, Marta Sui Tubi and Valentina Lupi. This review is by frestyl reporter Giulia Trapuzzano whom we’ve met and read in the previous post about Brunori SAS and Le Luci Della Centrale Elettrica. Buona lettura.

Soluzioni Semplici Festival – Day 2: Valentina Lupi e Marta Sui Tubi. Recensione e foto di Giulia Trapuzzano

La seconda giornata del Soluzioni Semplici Festival viene aperta da Valentina Lupi. Ammetto di non conoscerla bene e di non essermi nemmeno molto informata sul suo conto, decido insomma di presentarmi all’ascolto priva di qualsiasi pregiudizio.

La cantante ha un buon sound, tra il rock e il blues senza trascurare dei piacevoli richiami jazz. Si accompagna a musicisti capacissimi ed è molto molto donna. Le sue canzoni parlano di amore e autodeterminazione, di indipendenza e consapevolezza. E’ indignata. In Non è Cambiato Nulla deride quell’uomo un po’ padre e un po’ professore che viene a migliorarti, a plasmarti, a riconsiderarti con la sottile didattica dell’inadeguatezza. Si scaglia contro questo paese che concepisce la donna ancora come merce di scambio, nudo diletto. Contro la sterile retorica che ci vuole belle, intelligenti, fragili da consolare ma di polso e brutali, ricche di un testosterone preso in eredità da non si sa chi, passionali ma controllate, premurose, materne ma con le palle.

Valentina ci racconta le donne con le parole di un’amica, di un’amica che scrive e pensa veramente bene. La Mia Colpa e Il Modo Migliore dimostrano una profonda sensibilità per un tema difficile come quello dell’incomunicabilità; quando l’amore, per quanto intenso, non può unire due persone diverse fino a farle diventare la stessa cosa. Qualcuno che conosco una volta disse: “Si può capire come funziona uno scaldabagno, ma uomo e donna non sono fatti per comprendersi”. Valentina dice la stessa cosa ma lo fa sicuramente meglio, con una frase di sintesi perfetta: Io non posso costruire un cuore, ma posso avvicinarmi a un cuore.

Dimostra attenzione, cura e ricerca del dettaglio. Non c’è una sola parola fuori posto, né un suono di troppo. La sua voce è graffiante e la carica emotiva è evidente. Purtroppo però non scalda abbastanza il pubblico, anche se io credo che il potenziale ci sia e non tarderà a farsi sentire sempre più chiaramente.

Anche i Marta sui Tubi scelgono di impostare il live su un tema vivissimo e attuale. Aprono con una lettera degli amici di Alberto Bonanni, il musicista aggredito a Rione Monti la sera del 25 giugno. La band dedica al ragazzo un minuto, non di silenzio bensì di totale rumore, di fracasso esorcizzante e grida perché “Alberto non è morto”.

Il concerto è una grandiosa onda tellurica, fa tremare gli animi, i corpi, le sedie. Il malessere sublimato impatta contro un’incontenibile voglia di vivere e urlare. Sono ironici e primitivi, mescolano rabbia a sapiente cabarettismo. Sempre a metà tra lo sperimentale e la tradizione melodica italiana, slanci quasi punk e hardcore e tanto, tantissimo sudore. Ritmi serrati di Paolini e arpeggi struggenti di Pipitone, note in un attimo furiose e presto malinconiche di Pischedda, il violoncello commovente di Boschi e la voce energica di Gulino. La partecipazione non può in alcun modo essere passiva, il tutto è travolgente e irresistibile. La band si riconferma toccante e intensa con brani come La Spesa, Vecchi Difetti e Pensieri a Sonagli, turbolenta, rabbiosa e instancabile con L’Unica Cosa, passando per Cinestetica e Dominique che fa sorgere in Pipitone un quesito spontaneo: “Ma perché parliamo sempre di stronze?”.

Il pubblico è definitivamente innamorato, in sintonia perfetta con gli artisti a condividere ossessioni, isterismi e sentimenti.

I Marta sui Tubi sono uomini, musicisti e parolieri innegabilmente abili e consapevoli, lucidi, completi. Sempre in grado di stupire, coinvolgere, emozionare.

:: giulia

And here comes the second review of the first day of Soluzioni Semplici Festival at La Casa Del Jazz with Brunori SAS and Le Luci Della Centrale Elettrica. This time we have our frestyl reporter Giulia Trapuzzano telling us her experience of the show through words and pictures. Giulia says about herself “I’m a blogger who has nothing to say but finds a way to say it everywhere to everyone. A good tradition since 1990.” Pretty interesting, right?

Soluzioni Semplici Festival – Day 1: Brunori SAS & Le Luci Della Centrale Elettrica. Recensione e foto di Giulia Trapuzzano

Brunori, lo sappiamo, ha questa capacità innata di divertire e assieme commuovere. Quelli del Vol.2 sono ritratti teneri e disgraziati, ogni strofa è di una dolcezza crudele. Alterna a brani vecchi i più nuovi, intessendo una trama musicale fitta di rock’n’roll e nostalgici romanticismi. Il giovane Mario, passando per Lei, lui Firenze e alzando definitivamente la temperatura con Rosa. Seguono Tre capelli sul comò e Fra milioni di stelle. E poi richiami a tutto il meglio del Vol.1: Come stai, Paolo, Il pugile, Italian Dandy e soprattutto Guardia ’82 che si trasforma subito in un coro appassionato di frequentatori, più o meno giovani, di un po’ tutte le spiagge italiane di sempre.

Brunori è il dandy di ritorno da un viaggio nei ricordi, pronto a tuffarsi – animo galante e camicie improbabili – in una verità spietata, pungente ma al contempo deliziosa, carica di vita e compromessi, quotidianità e innocenti menzogne. E’ un live innamorato, giocoso, di squisita ironia e senza sbavature sonore.

Tra il pubblico personaggi pittoreschi gridano folle amore; in pausa tra un brano e l’altro si alza dalle voci un “Dario, amami!” e un infervorato “You’re crazy, boy!”, e poi bambini che ballano sul prato e ragazzi che timidamente cercano di avvicinarsi al palco ribellandosi alla “violenza delle sedie”, come l’ha definita Brunori stesso, tanto che in fine concerto il cantante fa alzare tutti risolvendo finalmente il conflitto. Per questo, l’azienda Brunori Sas è indiscutibilmente prima di tutto una grande famiglia che sa bene come comportarsi ai ritrovi con l’innumerevole parentado. Mani sul cuore a dire grazie e occhi che luccicano.

E se Brunori è amore, conforto, familiarità, Brondi è al limite del misticismo. Sotto al palco un’adunanza di ragazze emozionate mi dice: “Lo seguiamo da sempre, ovunque! E’ come se parlasse di noi in ogni canzone”.

I testi sono salmi scanditi a ritmo di disperazione, preghiere sgraziate per il popolo avvinto delle periferie industriali. Intorno a me volti commossi a cantare L’amore ai tempi dei licenziamenti dei metalmeccanici, lacrime che irrigano le guance giovani durante le violente rievocazioni dei simboli di una generazione allo sbando. Per combattere l’acne, La gigantesca scritta Coop, Quando tornerai dall’estero e Cara catastrofe, i brani più suggestivi e coinvolgenti. Segue l’intensa Per respingerti in mare, che ha il sapore antico delle notti di Roma, e poi un omaggio, forse appena decontestualizzato, al maestro Battiato.

Probabilmente la location e l’arrangiamento più raffinato non sono congeniali al Brondi crudo e ruvido cui ero abituata – quello che tempo fa al Circolo degli Artisti, assieme a un grandioso Canali, urlava sopra allo stridore degli amplificatori violentati – ma il ragazzo si riconferma un piccolo dio trascinatore che porta in sacrificio la speranza di un futuro irrealizzabile ma sempre desiderato, quasi per sopravvivenza. Mira dritto allo sterno e in un attimo strilla una confessione unica, vivida e comune a tutti: echi dal suo intero repertorio assemblati in una nenia furiosa e senza pause. Si crea un’ampolla ipnotica il cui incantesimo è rotto solo dal nervoso incedere dello stesso Brondi che fa tremare le assi del palco.

Criticabile, discutibile, ripetitivo ma in grado sempre di toccare lì dove fa più male, di scuotere il ricordo di una realtà che aliena ma che ancora no, non anestetizza del tutto le sensazioni.

A fine concerto Brondi porta il silenzio. Si avvicina al pubblico per una chiusura senza microfoni. Per non spezzare l’attesa estatica un ragazzo mi chiede di fargli un po’ di spazio soffiandomi sul collo, senza parlare. L’atmosfera è quella di un tempio.

:: giulia

Soluzioni Semplici Festival is officially over after a 5-day intense music feast at the scenic Casa Del Jazz in Rome. And now we can gather thoughts and images about the festival, and see the whole event through the eyes of our “frestyl reporters”. Following the suggestion of the organizers of the festival, we’ve selected not just one but TWO talented writers for each night, so that we could get different perspectives on the same show. So this is a little experiment we’re doing here.

Below is the first review (in Italian!) of the first day of the festival, featuring Brunori SAS and Le Luci Della Centrale Elettrica (1st july), written by Giuseppe Zingaro. Giuseppe is studying Economics in Rome but he’s also a musician, heading a collective called Sounds NotNotes. And, of course, he loves writing!

Soluzioni Semplici Festival – Day 1: Brunori SAS & Le Luci Della Centrale Elettrica. Recensione e foto di Giuseppe Zingaro

Entro nel giardino all’ombra delle mura aureliane quando la serata sta per entrare nel vivo. La fila è ancora lunga fuori dal cancello. Una lenta processione che si dirige al palco. Ho giusto il tempo di scattare la prima foto malriuscita, che una voce calabrese al microfono richiama l’attenzione. La Brunori SAS saluta il pubblico e si prepara per lo show.

Tira un’aria intima sul prato, dove noto la prima particolarità inaspettata: davanti al palco ci sono schiere di sedie perfettamente simmetriche. Infondo siamo alla Casa del Jazz. Dario Brunori comincia all’imbrunire, mentre le ultime file si stanno ancora popolando. Comincia come il suo ultimo album, con Il Giovane Mario, ma lo fa con la chitarra invece che col pianoforte. Da subito tutti sono rivolti verso di lui con un’attenzione che mi ha sorpreso. Una di quelle che non si vedono spesso ai concerti, soprattutto nei locali affollati. Dopo l’inizio di chitarra e voce, la scaletta prende piede con un tuffo nel disco precedente. Chi non è seduto si accalca ai lati delle sedie.


Brunori SAS sul palco della Casa Del Jazz

La sensazione è che molti di quelli che sono qui siano venuti per lui, Dario Brunori con la sua società in accomandita semplice. Seguono in scaletta le canzoni del disco nuovo, che quasi tutti già conoscono a memoria. Il concerto si fa emozionante. A questo punto, lo ammetto, ho pensato che avrei scritto una recensione un po’ noiosa perché tutta “pace e amore”, ma l’allegria che trasmette quest’uomo mentre racconta di disavventure e di poveri cristi (il nome del suo album) è disarmante. La sua è una scrittura semplice ed efficace, certo a tratti può essere accusato di un certo manierismo, ma si tratta di canzoni. Di certo ha dimostrato di essere un autore vero pubblicando un secondo album così inaspettato. Uno dopo l’altro i nomi che hanno fatto grande il cantautorato italiano rivivono nelle melodie e negli arrangiamenti del trentatreenne calabrese. Durante il concerto mi guardo attorno e, nonostante la folla, mi chiedo dove siano tutti i ragazzotti di paese luciobattistiani che mi deridevano perché compravo i dischi degli Iron Maiden. Forse sono al concerto di Vasco Rossi (stessa sera allo stadio olimpico). Magari è meglio così, che se Brunori dovesse arrivare a tutti, che è un po’ lo scopo del gioco, questi indie-boy che ora lo osannano finirebbero per sparare a vista.

Il concerto di Brunori SAS finisce tra sorrisi, standing ovation e applausi. Mi dirigo verso i banchetti di dischi e magliette per dare un’occhiata e raccolgo un po’ di pareri sul cantautore calabro appena sentito. Tutti mi sembrano entusiasti e confermano di essere venuti qui per lui.


Le Luci Della Centrale Elettrica al Soluzioni Semplici Festival

Dopo un rapido cambio palco è la volta del famoso, ultimamente famigerato, Vasco Brondi (Le Luci della Centrale Elettrica). La luce si abbassa, i toni diventano freddi. Il concerto inizia con Cara Catastrofe. Molte persone decidono di migrare alla volta dello spillatore. Probabilmente hanno voglia di gustarsi il cinismo decadente del ferrarese con una birra fresca tra le mani, probabilmente no. In realtà sono tanti quelli che rimangono e altrettanti quelli che si avvicinano al palco. Una specie di ricambio generazionale: l’età media si abbassa, direi. A differenza di Brunori SAS non è la prima volta che ascolto Le Luci Della Centrale Elettrica. Questa volta devo ammettere che mi ha piacevolmente sorpreso il sound un po’ più limpido del solito. Anche se è dall’inizio della serata che mi lamento del volume generale basso. Infondo siamo alla Casa Del Jazz II. Vasco Brondi prosegue con la sua scaletta, ma faccio fatica a distinguere le canzoni del primo album da quelle del secondo (praticamente identici). Gli affezionati però ci sono, cantano a squarciagola e non sono pochi. Almeno qui non vale la regola della moda della musica italiana: se al primo giro (disco) sei il giovane talento redentore, al secondo devi morire crocifisso.


Brondi & Co ringraziano il pubblico

Il concerto finisce con un unplugged. Vasco Brondi raccoglie i musicisti al centro del palco e, nel silenzio religioso dei fan in prima fila, con chitarre acustiche e zero microfoni, saluta e ringrazia.

Sotto le stelle cadenti, tra amici e mura antiche di Roma… finisce così la prima serata della prima edizione di Soluzioni Semplici.

:: giuseppe

Hello frestyler

you might have noticed another small change on the frestyl‘s web interface. And it will change some more in the coming months, but no worries, it’s only gonna get better!

Due to a high request for “featured” events on the homepage and to the importance of giving more prominence to the events that are highly appreciated by music fans, we added on the frestyl’s homepage a left column, similar to the one present on the “people”, “artists” and “venues” main pages, showing the events that are “featured“, “hot today“, “hot this week” and “hot this month“.

This will give you tips about events you might want to check out. And if you have events you want to promote or give evidence to, you will wonder how you can get your events to be showcased on the homepage.

Here’s some hints for you:

HOW DO I MAKE MY EVENT TO BE HOT?
– If you want to get your event to be “hot today” you need to have an event happening today that has a lot of activity.
– If you want to get your event to be “hot this week” you need to have an event happening this week that has a lot of activity.
– If you want to get your event to be “hot this month” you need to have an event happening this week that has a lot of activity.

WHAT IS ACTIVITY?
– Hmmm, you can guess right? Make people do attend and recommend to your events and promote your frestyl events on Facebook and Twitter through the social connections that are available on the event’s page and on your settings.

HOW DO I MAKE MY EVENT TO BE FEATURED?
– We choose what events should be featured. At the moment we feature predominantly the events of our “partners”.

HOW DO I BECOME A PARTNER OF FRESTYL?
– If you’re interested in becoming our partner, write an email to info@frestyl.com asking for details., We’re up for suggestions and proposals, and we do have a media partnership package that you might be already interested in!

For any feedback or suggestion, please write them down on our Get Satisfaction page!

And keep checking frestyl for summer festivals, cool music events, contests and free tickets!


frestyl’s homepage with hot events on the left side. Adam Green @ Radar Festival is a featured events, while Soluzioni Semplici Festival managed to become hot in all 3 categories

Italian version

Ciao frestyler

Avrai forse già notato un cambiamento sulla homepage di frestyl, parte di un re-design dell’interfaccia che proseguirà anche nei prossimi mesi. Non preoccuparti, niente di estremo, lo facciamo per migliorare la navigazione del sito!

Per dare visibilità ai nostri partner sulla homepage e per suggerirti gli eventi più gettonati abbiamo aggiunto una colonna (a sinistra) dove potrai notare delle immagini di eventi sotto le categorie “featured“, “hot today“, “hot this week” e “hot this month“. Questo rispecchia la struttura delle pagine principali di “people”, “artists” and “venues”, se ci fai caso.

Se cerchi eventi interessanti, ora potrai avere qualche suggerimento anche in homepage. E se hai eventi da promuovere, ti starai chiedendo come fare per apparire tra quelli in risalto.

Ecco qualche consiglio:

COME FACCIO DIVENTARE I MIE EVENTI “HOT”?
– Per avere un evento nella sezione “hot today” devi averne programmato uno nella giornata e che ha un alto livello di “attività”
– Per avere un evento nella sezione “hot this week” devi averne programmato uno nella settimana di riferimento e che ha un alto livello di “attività”
– Per avere un evento nella sezione “hot this month” devi averne programmato nel mese di riferimento e che ha un alto livello di “attività”

MA COS’E’ QUESTA “ATTIVITA'”?
– Hmmm, non è difficile, vuol dire che l’evento ha il numero più alto di persone che hanno fatto “attend” e “recommend”! Per incoraggiare “attività” ti consigliamo di promuovere i tuoi eventi frestyl anche attraverso altri social network come Facebook e Twitter, utilizzando le social connections che ti mettiamo a disposizione (sulla pagina dell’evento e sui settings)

COME FACCIO AD AVERE UN EVENTO TRA I “FEATURED EVENTS”?
– In quella sezione scegliamo noi gli eventi da promuovere. Per ora inseriamo soprattutto gli eventi dei nostri “partner”.

COME FACCIO A DIVENTARE PARTNER DI FRESTYL?
– Se vuoi diventare un nostro partner scrivici a info@frestyl.com e chiedi informazioni a riguardo. Siamo aperti a proposte, e abbiamo già un pacchetto per media partnership che potrebbe interessarti!

Per ogni dubbio e suggerimento ti consigliamo di scrivere un messaggio sulla nostra pagina di Get Satisfaction.

E non dimenticarti di controllare regolarmente frestyl per scoprire i festival estivi, gli eventi più gettonati, i contest e le promozioni!

:: il team di frestyl