Archives for category: Partnership

And right away, here comes the second review of the second day of Soluzioni Semplici Festival. This time the concert of Valentina Lupi and Marta Sui Tubi is described through words and pictures by frestyl reporter Francesca Tavera. Francesca is finishing up her Communications degree in Rome, rarely misses a gig and wants to become a music journalist.

As we previously said, our choice of having 2 reporters per night is a little experiment aimed at showing different perspectives on a single music experience. Enjoy.

Soluzioni Semplici Festival – Day 2: Valentina Lupi e Marta Sui Tubi. Recensione e foto di Francesca Tavera.

Sabato 2 luglio ho assistito ai live del Festival Soluzioni Semplici, che prevedevano sul palco Valentina Lupi e i Marta sui Tubi. Arrivo con un largo anticipo, che mi permette di girare un po’ e godermi l’atmosfera intima e pacifica, aiutata anche dal tramonto e da un’aria ventilata.

La gente passeggia e chiacchiera in attesa dell’inizio dello show, e Valentina Lupi e la sua band si inseriscono perfettamente nel clima che si è creato, iniziando quasi in sordina il loro show.

Vincitrice del concorso musicale “Primo maggio tutto l’anno” 2007, quest’artista, dalla voce particolare, ma perfetta per La Casa del Jazz, grazie al suo timbro graffiato con delle affascinanti tinte soul, presenta in quest’occasione il suo secondo album Atto Terzo, più movimentato del primo Non Voglio Restare Cappuccetto Rosso, ma sicuramente altrettanto intimo e con testi che denotano, ancora una volta, un desiderio di riscatto.

La sua scaletta alterna pezzi lenti e riflessivi e altri arrabbiati o ironici, ma sicuramente più movimentati, come l’interessante Non è cambiato nulla o la rock Io e le tue parole, che le permettono di attirare l’attenzione di un pubblico un po’ distratto e in attesa dei Marta sui Tubi, che però risponde bene e raccoglie volentieri l’invito di alzarsi dalle sedie situate sotto il palco, cosa che né pubblico né artisti hanno gradito.

Degna di nota e commovente l’interpretazione, poco prima di lasciare il palco, della canzone Cristo al mandrione, scritta da Pier Paolo Pasolini per Gabriella Ferri; un’omaggio a Roma molto sentito e molto apprezzato dal pubblico, che si ferma in silenzio per qualche minuto, ringraziando poi con un lungo applauso.

Alle 22 è il momento più atteso della serata: i Marta sui Tubi salgono sul palco, ma senza strumenti, smorzando subito gli applausi e chiedendo silenzio al pubblico.

Giovanni Gulino legge, con voce un po’ incazzata e un po’ commossa, il comunicato stampa rilasciato dagli amici di Alberto Bonanni, il musicista aggredito il sabato precedente a Roma, a Rione Monti e che si trova tuttora in coma. Tiene a sottolineare che Alberto, al contrario di quanto hanno scritto molti giornali, non è morto, e quindi, al posto del solito minuto di silenzio, con una rabbia contagiosa, chiede al pubblico un minuto di casino totale, aiutato dal suo gruppo che con chitarra, batteria, e amplificatori al massimo, rende a noi il compito molto più semplice. E’ un minuto di applausi, urla, salti e vero casino, ma partecipato e sentito.

Nemmeno il tempo di lasciarci respirare, che il concerto inizia subito con La Spesa, che scatena una piccola rivoluzione che fa si che, finalmente oserei dire, le sedie vengano definitivamente abbandonate, e si crei una piccola folla di gente danzante sotto il palco!

Interessanti i pezzi del nuovo album Carne Con Gli Occhi, come La Canzone Del Labirinto, Di Vino e Le Cose Più Belle Son Quelle Che Durano Poco che i più affezionati conoscevano già a memoria! Esilaranti gli sketch “politicamente scorretti” su Bossi e Santanchè, che hanno trovato un pubblico abbastanza schierato, quasi completamente d’accordo, e interessanti ma un po’ troppo urlati momenti in cui il gruppo cercava di sensibilizzare il pubblico sul problema della spazzatura a Napoli e sulla disoccupazione del sud.

Il momento più emozionante del concerto, forse perché è una canzone a cui sono molto legata, è stata la perfetta esecuzione di Vecchi Difetti, che ha visto un pubblico coinvolto con qualche lacrima sparsa. Fantastico anche il momento in cui, consci del fatto che non siano tantissimi i siciliani a Roma, durante l’esecuzione di Muratury, Mattia Boschi solleva un cartello “fai da te” con su scritto il ritornello “Prima era zita cu sbirro ora sugnu zita cu un muratury”, che il pubblico canta a squarciagola.

Dopo Amore Amaro, e una pausa prima del bis sempre “politicamente scorretta” il concerto finisce, dopo quasi due ore, con un paio di canzoni dell’album nuovo, con loro che si dicono emozionatissimi per aver di nuovo suonato in una Roma che ogni volta li accoglie con sempre più pubblico, e con un pubblico soddisfatto e che li acclama per un secondo bis, però mancato.

Come prevedibile, la maggior parte delle persone erano presenti per questo gruppo che, con violoncello e strumenti acustici, sa trascinare il suo pubblico con il rock che io considero più vero, fatto con voce, pochi strumenti, ma tanto bisogno di comunicare, più che con urla e distorsioni.

Un gruppo che live non avevo ancora mai sentito, ma che sono stata contenta di scoprire anche in questa versione, e che sono certa, da oggi seguirò con molta più attenzione.

:: francesca

Here we are again, with the first review of the second day of the Soluzioni Semplici Festival at La Casa Del Jazz, featuring, this time, Marta Sui Tubi and Valentina Lupi. This review is by frestyl reporter Giulia Trapuzzano whom we’ve met and read in the previous post about Brunori SAS and Le Luci Della Centrale Elettrica. Buona lettura.

Soluzioni Semplici Festival – Day 2: Valentina Lupi e Marta Sui Tubi. Recensione e foto di Giulia Trapuzzano

La seconda giornata del Soluzioni Semplici Festival viene aperta da Valentina Lupi. Ammetto di non conoscerla bene e di non essermi nemmeno molto informata sul suo conto, decido insomma di presentarmi all’ascolto priva di qualsiasi pregiudizio.

La cantante ha un buon sound, tra il rock e il blues senza trascurare dei piacevoli richiami jazz. Si accompagna a musicisti capacissimi ed è molto molto donna. Le sue canzoni parlano di amore e autodeterminazione, di indipendenza e consapevolezza. E’ indignata. In Non è Cambiato Nulla deride quell’uomo un po’ padre e un po’ professore che viene a migliorarti, a plasmarti, a riconsiderarti con la sottile didattica dell’inadeguatezza. Si scaglia contro questo paese che concepisce la donna ancora come merce di scambio, nudo diletto. Contro la sterile retorica che ci vuole belle, intelligenti, fragili da consolare ma di polso e brutali, ricche di un testosterone preso in eredità da non si sa chi, passionali ma controllate, premurose, materne ma con le palle.

Valentina ci racconta le donne con le parole di un’amica, di un’amica che scrive e pensa veramente bene. La Mia Colpa e Il Modo Migliore dimostrano una profonda sensibilità per un tema difficile come quello dell’incomunicabilità; quando l’amore, per quanto intenso, non può unire due persone diverse fino a farle diventare la stessa cosa. Qualcuno che conosco una volta disse: “Si può capire come funziona uno scaldabagno, ma uomo e donna non sono fatti per comprendersi”. Valentina dice la stessa cosa ma lo fa sicuramente meglio, con una frase di sintesi perfetta: Io non posso costruire un cuore, ma posso avvicinarmi a un cuore.

Dimostra attenzione, cura e ricerca del dettaglio. Non c’è una sola parola fuori posto, né un suono di troppo. La sua voce è graffiante e la carica emotiva è evidente. Purtroppo però non scalda abbastanza il pubblico, anche se io credo che il potenziale ci sia e non tarderà a farsi sentire sempre più chiaramente.

Anche i Marta sui Tubi scelgono di impostare il live su un tema vivissimo e attuale. Aprono con una lettera degli amici di Alberto Bonanni, il musicista aggredito a Rione Monti la sera del 25 giugno. La band dedica al ragazzo un minuto, non di silenzio bensì di totale rumore, di fracasso esorcizzante e grida perché “Alberto non è morto”.

Il concerto è una grandiosa onda tellurica, fa tremare gli animi, i corpi, le sedie. Il malessere sublimato impatta contro un’incontenibile voglia di vivere e urlare. Sono ironici e primitivi, mescolano rabbia a sapiente cabarettismo. Sempre a metà tra lo sperimentale e la tradizione melodica italiana, slanci quasi punk e hardcore e tanto, tantissimo sudore. Ritmi serrati di Paolini e arpeggi struggenti di Pipitone, note in un attimo furiose e presto malinconiche di Pischedda, il violoncello commovente di Boschi e la voce energica di Gulino. La partecipazione non può in alcun modo essere passiva, il tutto è travolgente e irresistibile. La band si riconferma toccante e intensa con brani come La Spesa, Vecchi Difetti e Pensieri a Sonagli, turbolenta, rabbiosa e instancabile con L’Unica Cosa, passando per Cinestetica e Dominique che fa sorgere in Pipitone un quesito spontaneo: “Ma perché parliamo sempre di stronze?”.

Il pubblico è definitivamente innamorato, in sintonia perfetta con gli artisti a condividere ossessioni, isterismi e sentimenti.

I Marta sui Tubi sono uomini, musicisti e parolieri innegabilmente abili e consapevoli, lucidi, completi. Sempre in grado di stupire, coinvolgere, emozionare.

:: giulia

And here comes the second review of the first day of Soluzioni Semplici Festival at La Casa Del Jazz with Brunori SAS and Le Luci Della Centrale Elettrica. This time we have our frestyl reporter Giulia Trapuzzano telling us her experience of the show through words and pictures. Giulia says about herself “I’m a blogger who has nothing to say but finds a way to say it everywhere to everyone. A good tradition since 1990.” Pretty interesting, right?

Soluzioni Semplici Festival – Day 1: Brunori SAS & Le Luci Della Centrale Elettrica. Recensione e foto di Giulia Trapuzzano

Brunori, lo sappiamo, ha questa capacità innata di divertire e assieme commuovere. Quelli del Vol.2 sono ritratti teneri e disgraziati, ogni strofa è di una dolcezza crudele. Alterna a brani vecchi i più nuovi, intessendo una trama musicale fitta di rock’n’roll e nostalgici romanticismi. Il giovane Mario, passando per Lei, lui Firenze e alzando definitivamente la temperatura con Rosa. Seguono Tre capelli sul comò e Fra milioni di stelle. E poi richiami a tutto il meglio del Vol.1: Come stai, Paolo, Il pugile, Italian Dandy e soprattutto Guardia ’82 che si trasforma subito in un coro appassionato di frequentatori, più o meno giovani, di un po’ tutte le spiagge italiane di sempre.

Brunori è il dandy di ritorno da un viaggio nei ricordi, pronto a tuffarsi – animo galante e camicie improbabili – in una verità spietata, pungente ma al contempo deliziosa, carica di vita e compromessi, quotidianità e innocenti menzogne. E’ un live innamorato, giocoso, di squisita ironia e senza sbavature sonore.

Tra il pubblico personaggi pittoreschi gridano folle amore; in pausa tra un brano e l’altro si alza dalle voci un “Dario, amami!” e un infervorato “You’re crazy, boy!”, e poi bambini che ballano sul prato e ragazzi che timidamente cercano di avvicinarsi al palco ribellandosi alla “violenza delle sedie”, come l’ha definita Brunori stesso, tanto che in fine concerto il cantante fa alzare tutti risolvendo finalmente il conflitto. Per questo, l’azienda Brunori Sas è indiscutibilmente prima di tutto una grande famiglia che sa bene come comportarsi ai ritrovi con l’innumerevole parentado. Mani sul cuore a dire grazie e occhi che luccicano.

E se Brunori è amore, conforto, familiarità, Brondi è al limite del misticismo. Sotto al palco un’adunanza di ragazze emozionate mi dice: “Lo seguiamo da sempre, ovunque! E’ come se parlasse di noi in ogni canzone”.

I testi sono salmi scanditi a ritmo di disperazione, preghiere sgraziate per il popolo avvinto delle periferie industriali. Intorno a me volti commossi a cantare L’amore ai tempi dei licenziamenti dei metalmeccanici, lacrime che irrigano le guance giovani durante le violente rievocazioni dei simboli di una generazione allo sbando. Per combattere l’acne, La gigantesca scritta Coop, Quando tornerai dall’estero e Cara catastrofe, i brani più suggestivi e coinvolgenti. Segue l’intensa Per respingerti in mare, che ha il sapore antico delle notti di Roma, e poi un omaggio, forse appena decontestualizzato, al maestro Battiato.

Probabilmente la location e l’arrangiamento più raffinato non sono congeniali al Brondi crudo e ruvido cui ero abituata – quello che tempo fa al Circolo degli Artisti, assieme a un grandioso Canali, urlava sopra allo stridore degli amplificatori violentati – ma il ragazzo si riconferma un piccolo dio trascinatore che porta in sacrificio la speranza di un futuro irrealizzabile ma sempre desiderato, quasi per sopravvivenza. Mira dritto allo sterno e in un attimo strilla una confessione unica, vivida e comune a tutti: echi dal suo intero repertorio assemblati in una nenia furiosa e senza pause. Si crea un’ampolla ipnotica il cui incantesimo è rotto solo dal nervoso incedere dello stesso Brondi che fa tremare le assi del palco.

Criticabile, discutibile, ripetitivo ma in grado sempre di toccare lì dove fa più male, di scuotere il ricordo di una realtà che aliena ma che ancora no, non anestetizza del tutto le sensazioni.

A fine concerto Brondi porta il silenzio. Si avvicina al pubblico per una chiusura senza microfoni. Per non spezzare l’attesa estatica un ragazzo mi chiede di fargli un po’ di spazio soffiandomi sul collo, senza parlare. L’atmosfera è quella di un tempio.

:: giulia

Soluzioni Semplici Festival is officially over after a 5-day intense music feast at the scenic Casa Del Jazz in Rome. And now we can gather thoughts and images about the festival, and see the whole event through the eyes of our “frestyl reporters”. Following the suggestion of the organizers of the festival, we’ve selected not just one but TWO talented writers for each night, so that we could get different perspectives on the same show. So this is a little experiment we’re doing here.

Below is the first review (in Italian!) of the first day of the festival, featuring Brunori SAS and Le Luci Della Centrale Elettrica (1st july), written by Giuseppe Zingaro. Giuseppe is studying Economics in Rome but he’s also a musician, heading a collective called Sounds NotNotes. And, of course, he loves writing!

Soluzioni Semplici Festival – Day 1: Brunori SAS & Le Luci Della Centrale Elettrica. Recensione e foto di Giuseppe Zingaro

Entro nel giardino all’ombra delle mura aureliane quando la serata sta per entrare nel vivo. La fila è ancora lunga fuori dal cancello. Una lenta processione che si dirige al palco. Ho giusto il tempo di scattare la prima foto malriuscita, che una voce calabrese al microfono richiama l’attenzione. La Brunori SAS saluta il pubblico e si prepara per lo show.

Tira un’aria intima sul prato, dove noto la prima particolarità inaspettata: davanti al palco ci sono schiere di sedie perfettamente simmetriche. Infondo siamo alla Casa del Jazz. Dario Brunori comincia all’imbrunire, mentre le ultime file si stanno ancora popolando. Comincia come il suo ultimo album, con Il Giovane Mario, ma lo fa con la chitarra invece che col pianoforte. Da subito tutti sono rivolti verso di lui con un’attenzione che mi ha sorpreso. Una di quelle che non si vedono spesso ai concerti, soprattutto nei locali affollati. Dopo l’inizio di chitarra e voce, la scaletta prende piede con un tuffo nel disco precedente. Chi non è seduto si accalca ai lati delle sedie.


Brunori SAS sul palco della Casa Del Jazz

La sensazione è che molti di quelli che sono qui siano venuti per lui, Dario Brunori con la sua società in accomandita semplice. Seguono in scaletta le canzoni del disco nuovo, che quasi tutti già conoscono a memoria. Il concerto si fa emozionante. A questo punto, lo ammetto, ho pensato che avrei scritto una recensione un po’ noiosa perché tutta “pace e amore”, ma l’allegria che trasmette quest’uomo mentre racconta di disavventure e di poveri cristi (il nome del suo album) è disarmante. La sua è una scrittura semplice ed efficace, certo a tratti può essere accusato di un certo manierismo, ma si tratta di canzoni. Di certo ha dimostrato di essere un autore vero pubblicando un secondo album così inaspettato. Uno dopo l’altro i nomi che hanno fatto grande il cantautorato italiano rivivono nelle melodie e negli arrangiamenti del trentatreenne calabrese. Durante il concerto mi guardo attorno e, nonostante la folla, mi chiedo dove siano tutti i ragazzotti di paese luciobattistiani che mi deridevano perché compravo i dischi degli Iron Maiden. Forse sono al concerto di Vasco Rossi (stessa sera allo stadio olimpico). Magari è meglio così, che se Brunori dovesse arrivare a tutti, che è un po’ lo scopo del gioco, questi indie-boy che ora lo osannano finirebbero per sparare a vista.

Il concerto di Brunori SAS finisce tra sorrisi, standing ovation e applausi. Mi dirigo verso i banchetti di dischi e magliette per dare un’occhiata e raccolgo un po’ di pareri sul cantautore calabro appena sentito. Tutti mi sembrano entusiasti e confermano di essere venuti qui per lui.


Le Luci Della Centrale Elettrica al Soluzioni Semplici Festival

Dopo un rapido cambio palco è la volta del famoso, ultimamente famigerato, Vasco Brondi (Le Luci della Centrale Elettrica). La luce si abbassa, i toni diventano freddi. Il concerto inizia con Cara Catastrofe. Molte persone decidono di migrare alla volta dello spillatore. Probabilmente hanno voglia di gustarsi il cinismo decadente del ferrarese con una birra fresca tra le mani, probabilmente no. In realtà sono tanti quelli che rimangono e altrettanti quelli che si avvicinano al palco. Una specie di ricambio generazionale: l’età media si abbassa, direi. A differenza di Brunori SAS non è la prima volta che ascolto Le Luci Della Centrale Elettrica. Questa volta devo ammettere che mi ha piacevolmente sorpreso il sound un po’ più limpido del solito. Anche se è dall’inizio della serata che mi lamento del volume generale basso. Infondo siamo alla Casa Del Jazz II. Vasco Brondi prosegue con la sua scaletta, ma faccio fatica a distinguere le canzoni del primo album da quelle del secondo (praticamente identici). Gli affezionati però ci sono, cantano a squarciagola e non sono pochi. Almeno qui non vale la regola della moda della musica italiana: se al primo giro (disco) sei il giovane talento redentore, al secondo devi morire crocifisso.


Brondi & Co ringraziano il pubblico

Il concerto finisce con un unplugged. Vasco Brondi raccoglie i musicisti al centro del palco e, nel silenzio religioso dei fan in prima fila, con chitarre acustiche e zero microfoni, saluta e ringrazia.

Sotto le stelle cadenti, tra amici e mura antiche di Roma… finisce così la prima serata della prima edizione di Soluzioni Semplici.

:: giuseppe

Ami la musica? Hai degli amici che ti seguono in questa passione?

Registrati e falli registrare su frestyl e poi scegline uno da portarti gratis al concerto di Adam Green al Radar Festival di Padova!

frestyl, il social network per promuovere e scoprire le serate musicali, annuncia una partnership con il Radar Festival, che si tiene a Padova da giugno ad agosto e ospita artisti come Yuck, Adam Green, I’m From Barcelona e Brunori Sas.

Per festeggiare insieme a voi questa nuova partnership, vi offriamo 2 biglietti per il concerto del 6 luglio di Adam Green.

Cosa fare:
– registrati su www.frestyl.com se non l’hai ancora fatto
– convinci tutti i tuoi amici che amano la musica a registrarsi
– fai l’attend all’evento
– mandaci un’email a info@frestyl.com con la lista degli amici che hai convinto a registrarsi (link al profilo frestyl o anche solo il loro nickname)

Chi vince i 2 biglietti??
Quello che riesce a far registrare più amici naturalmente!

Il termine per partecipare è il 4 luglio, per cui affrettati!!


Logo del Radar Festival di Padova

:: il team di frestyl

We’ve already talked about Dancity, one of the summer festivals frestyl has become media partner for. We love this electronic music festival, and as the festival is coming up (1-2 July) we want to talk about it more in depth here. The lineup for this year’s edition (called “Back To The Future”) includes: DJ Krush, John Talabot, Balanescu Quartet, Filastine, Elektro Guzzi, Oorutaichi, Tim Exile, Steffi, Arandel + Dancity Ensemble, Scuba, Dixon, Populous, Luminodisco, Apes on Tapes and many many others.


Dancity logo: green version

Most of these names might not sound familiar to most people (who are not so involved in the electronic music scene), including myself, but the minds behind Dancity have years of experience in the music business to able to select the best experimental performers of the international scene. And we trust them. So these dozens of musicians will perform in different historical locations of Foligno, Umbria, over the course of two intense days, and we will be there to experience it all.

For the occasion, we’ve also interviewed the founders of Dancity and asked them a couple of questions on the festivals and not only. Here it comes:

Can you tell us a little bit about the Dancity Festival?

Dancity is a voluntary association born in 2006, based in Foligno (central Italy) formed by 20 music lovers. We curate and produce Dancity Festival, this year on the 1st and 2nd of July, and other events during the rest of the year in the region and in other parts of Italy.
It is an important way for us to give a contribution to the place we live in by doing something we love and believe in.

How do you select your artists?

Well, after the festival every year we start choosing the winter events and artists, so names will come up and some of them we might think are more appropriate for the festival, others for our winter club nights. It is an ongoing process which takes most of the year.

Your festival is held in historical and suggestive locations in Foligno, like Santa Caterina. Do you think the location affects the experience of the festival?

Definitely! That is something we love about the festival and we hope will continue. It is a magical experience to see an electronic music festival in a medieval church, like the auditorium San Domenico and Santa Caterina; Palazzo Candiotti is amazing too! It gives a stronger character to the festival and it grows within the city.

The concept of the festival this year, as a matter of fact, is “Back to the Future” because we wanted to emphasize the link between the past and the future and how important it is not only to have a strong history but also a positive and constructive idea of the future.


Dancity logo: black version

What do you think differentiates Dancity from other electronic music festivals?

The locations and the ability to grow within and with the city. It’s inclusiveness, creativity and dedication. These are all aspects that we think are not only perceivable to us as volunteers but also leeks out to the public.

How has the festival changed and evolved since the first edition?

It has grown a lot! In terms of visibility, budget, complexity and public. The number of volunteers has grown too!

Can you give us a couple of thoughts on the current situation of the Italian music scene?

There is a lot going on, quietly, but there is. Things have drastically changed during the past years, mostly because state funding for the arts has almost disappeared which makes everything a lot more difficult for music festivals, and therefore for artist too. It is definitely economically a difficult time in Italy but it is also a time of radical change and probably that is something that comes out musically. People seem to have realized to take things, especially music and art, less for granted.

And it’s always refreshing to hear the enthusiasm of people like the ones behind Dancity who try to bring something fresh and new to Italy despite its current political, economical and cultural distress. We will be there to support it, and we suggest you come too!

Don’t forget that you still have the opportunity to become the “frestyl reporter” for Dancity: until the end of this week you can fill in this form and win ticket+press pass for the festival. Com’on and join the magic!

Ecco che si avvicina l’edizione 2011 del Dancity Festival, di cui quest’anno frestyl è media partner. Questo è quanto annunciano a proposito gli organizzatori (che abbiamo intervistato, sopra, in inglese!):

Il Dancity Festival 2011 “Back to the Future” si terrà a Foligno (PG) l’1 e il 2 luglio al complesso dell’Auditorium di San Domenico, a Palazzo Candiotti e all’Auditorium di Santa Caterina. Tradizione e innovazione rappresentano ancora una volta le parole chiave della sesta edizione del Festival, che unisce alcuni dei luoghi più suggestivi ed importanti della città ad una manifestazione di respiro internazionale, ricca come sempre di artisti di altissima qualità. Spazi outdoor e indoor per due giorni pieni di concerti, live & dj set, installazioni, mostre, workshop. Molte le novità di quest’anno: la parte pomeridiana del Festival, che sarà concentrata nel nuovo Auditorium di Santa Caterina; un focus sul Giappone, un paese che, similmente al nostro, ha bisogno di un rapporto dinamico con la propria storia, per conciliare un passato importante e la voglia di futuro; infine la nuova location serale, la corte di Palazzo Candiotti, che si unirà, come di consueto, all’Auditorium S. Domenico.

Come sempre tantissimi artisti internazionali:
DJ Krush (JP); John Talabot (ES); Move D + Juju & Jordash (DE, NL); Balanescu Quartet (RO, UK); Filastine (US); Elektro Guzzi (AU); Oorutaichi (JP); Tim Exile (UK); Steffi (DE); Stian Westerhus (NO); Zan Lyons vs Blade Runner (UK); Space Dimension Controller (IRL); Giuseppe Ielasi (IT); Arandel + Dancity Ensemble (FR, IT); Scuba (UK); Braun Tube Jazz Band (JP); Kink + Neville Watson (BG, UK); James Pants (US); Teamlab Net & Mjuc (JP); Dixon (DE); Felix Kubin (DE); Populous (IT); Luminodisco (IT); AD Bourke (IT); Apes on Tapes (IT); Furtherset (IT).

Dancity è il nostro mondo, il nostro modo di immaginare il futuro: transmediale, transculturale, transnazionale. Dancity è il nostro modo di rispondere alla crisi: un piccolo atto politico contro la crisi dell’immaginario, dell’economia, della cultura. Alla faccia della crisi, noi vogliamo divertirci e vogliamo farlo coi suoni, le visioni e le tecnologie del nostro tempo. E vogliamo farlo qui, a Foligno, dove si cena ancora in osteria, ci si vede in piazza, si dorme col silenzio e le sere d’estate sono calde e accoglienti.
Se dovremo estinguerci, lo faremo almeno con classe. Vieni a Foligno, prima che sia troppo tardi.


Dancity logo: purple version

E con questa premessa non si può che rimanere affascinati e incuriositi da questo festival, che, possiamo assicurarvi noi che ci siamo già stati, promette grandi emozioni. Vi consigliamo perciò di venire anche voi, e, se avete voglia di diventare i nostri reporter ufficiali del festival, avete ancora qualche giorno per compilare l’apposito modulo, che vi dà l’opportunità non solo di scrivere una recensione per conto nostro, ma anche di vincere l’ingresso e l’accredito stampa per il festival. Dunque, cosa state aspettando?


Dancity 2011 teaser

:: karmanet

Like all viral phenomena, a name, a logo and a link shortened to circulate around the web, people had no idea what it was about, but it was spreading, especially within the Italian music environment, and in no time the Facebook page of Soluzioni Semplici (Simple Solutions) had thousands of fans. Just a little while later we found out what the buzz was all about: Soluzioni Semplici is the web TV of Circolo degli Artisti, perhaps the most famous music venue in Rome. A web TV focused on emerging music (mainly Italian) that, in the space of a few months, has already done dozens of interviews and reports, all hosted on its website.


Soluzioni Semplici interview with the new Italian music phenomenon I Cani

And now to properly celebrate a brilliant start, Soluzioni Semplici is organizing a 5 day festival in Rome, at Casa del Jazz, with the best names of the current Italian music landscape, such as Brunori S.A.S, Marta sui Tubi and Le Luci Della Centrale Elettrica and a foreign special guest, Joan As Police Woman. frestyl is supporting the festival, and we’re also launching a new contest to become an official frestyl reporter with not one but two winners per night.

Participating in the contest is super easy, all you have to do is fill in this form and submit a review of a music event you’ve recently been to. We’ll select the best submission and the winners will receive a press pass & ticket to the festival, and the opportunity to guest write a review on our blog!


Graphic for the Soluzioni Semplici Festival

Italian version!

Negli ultimi mesi nel circuito musicale italiano di addetti e non è girato, in forma virale, un nome, un logo, un sito che ha pian piano attirato l’interesse del pubblico: Soluzioni Semplici. E come tutti i fenomeni virali di successo, in pochissimo tempo, la pagina Facebook aveva già migliaia di fan, e ancora c’era mistero su cosa davvero fosse questo nuovo progetto. Poi il sito viene lanciato, e si scopre che Soluzioni Semplici è la nuova web tv del Circolo degli Artisti, uno dei locali di musica dal vivo più famosi di tutt’Italia, che già in pochissimi mesi ha sfornato una quantità incredibile di video incentrati sulla musica, con interviste, reportage etc. Un sito giovane, ben curato, che ben rappresenta la voglia di fare di chi vuole svecchiare un po’ questo paese ammuffito.

E per celebrare e rinforzare il successo del progetto, Soluzioni Semplici ha organizzato qui a Roma, alla Casa del Jazz, un festival della durata di 5 giorni (1-5 luglio), che ospiterà alcuni dei nomi più in voga del panorama italiano musicale, da Brunori S.A.S alle Le Luci Della Centrale Elettrica, da Babalot al nuovo fenomeno I Cani, e un ospite internazionale d’eccezione, Joan As Police Woman.


Marta Sui Tubi a Soluzioni Semplici

Non solo frestyl supporta il progetto e il festival, ma offre anche, grazie a Soluzioni Semplici, la possibilità di diventare “frestyl reporter” per tutte le date del festival. Non uno ma due saranno i vincitori di questo contest, per cui basta compilare questo form, includendo una recensione di un evento musicale. Se volete andare al festival (e noi lo consigliamo vivamente!), e avere un press pass e la possibilità di scrivere una recensione per noi, questa è la vostra possibilità!

:: the frestyl team