Hello frestyler

you might have noticed another small change on the frestyl‘s web interface. And it will change some more in the coming months, but no worries, it’s only gonna get better!

Due to a high request for “featured” events on the homepage and to the importance of giving more prominence to the events that are highly appreciated by music fans, we added on the frestyl’s homepage a left column, similar to the one present on the “people”, “artists” and “venues” main pages, showing the events that are “featured“, “hot today“, “hot this week” and “hot this month“.

This will give you tips about events you might want to check out. And if you have events you want to promote or give evidence to, you will wonder how you can get your events to be showcased on the homepage.

Here’s some hints for you:

HOW DO I MAKE MY EVENT TO BE HOT?
– If you want to get your event to be “hot today” you need to have an event happening today that has a lot of activity.
– If you want to get your event to be “hot this week” you need to have an event happening this week that has a lot of activity.
– If you want to get your event to be “hot this month” you need to have an event happening this week that has a lot of activity.

WHAT IS ACTIVITY?
– Hmmm, you can guess right? Make people do attend and recommend to your events and promote your frestyl events on Facebook and Twitter through the social connections that are available on the event’s page and on your settings.

HOW DO I MAKE MY EVENT TO BE FEATURED?
– We choose what events should be featured. At the moment we feature predominantly the events of our “partners”.

HOW DO I BECOME A PARTNER OF FRESTYL?
– If you’re interested in becoming our partner, write an email to info@frestyl.com asking for details., We’re up for suggestions and proposals, and we do have a media partnership package that you might be already interested in!

For any feedback or suggestion, please write them down on our Get Satisfaction page!

And keep checking frestyl for summer festivals, cool music events, contests and free tickets!


frestyl’s homepage with hot events on the left side. Adam Green @ Radar Festival is a featured events, while Soluzioni Semplici Festival managed to become hot in all 3 categories

Italian version

Ciao frestyler

Avrai forse già notato un cambiamento sulla homepage di frestyl, parte di un re-design dell’interfaccia che proseguirà anche nei prossimi mesi. Non preoccuparti, niente di estremo, lo facciamo per migliorare la navigazione del sito!

Per dare visibilità ai nostri partner sulla homepage e per suggerirti gli eventi più gettonati abbiamo aggiunto una colonna (a sinistra) dove potrai notare delle immagini di eventi sotto le categorie “featured“, “hot today“, “hot this week” e “hot this month“. Questo rispecchia la struttura delle pagine principali di “people”, “artists” and “venues”, se ci fai caso.

Se cerchi eventi interessanti, ora potrai avere qualche suggerimento anche in homepage. E se hai eventi da promuovere, ti starai chiedendo come fare per apparire tra quelli in risalto.

Ecco qualche consiglio:

COME FACCIO DIVENTARE I MIE EVENTI “HOT”?
– Per avere un evento nella sezione “hot today” devi averne programmato uno nella giornata e che ha un alto livello di “attività”
– Per avere un evento nella sezione “hot this week” devi averne programmato uno nella settimana di riferimento e che ha un alto livello di “attività”
– Per avere un evento nella sezione “hot this month” devi averne programmato nel mese di riferimento e che ha un alto livello di “attività”

MA COS’E’ QUESTA “ATTIVITA'”?
– Hmmm, non è difficile, vuol dire che l’evento ha il numero più alto di persone che hanno fatto “attend” e “recommend”! Per incoraggiare “attività” ti consigliamo di promuovere i tuoi eventi frestyl anche attraverso altri social network come Facebook e Twitter, utilizzando le social connections che ti mettiamo a disposizione (sulla pagina dell’evento e sui settings)

COME FACCIO AD AVERE UN EVENTO TRA I “FEATURED EVENTS”?
– In quella sezione scegliamo noi gli eventi da promuovere. Per ora inseriamo soprattutto gli eventi dei nostri “partner”.

COME FACCIO A DIVENTARE PARTNER DI FRESTYL?
– Se vuoi diventare un nostro partner scrivici a info@frestyl.com e chiedi informazioni a riguardo. Siamo aperti a proposte, e abbiamo già un pacchetto per media partnership che potrebbe interessarti!

Per ogni dubbio e suggerimento ti consigliamo di scrivere un messaggio sulla nostra pagina di Get Satisfaction.

E non dimenticarti di controllare regolarmente frestyl per scoprire i festival estivi, gli eventi più gettonati, i contest e le promozioni!

:: il team di frestyl

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Una mela può creare delle note?
Si può trasformare un’insalata in un’orchestra?

Il workshop
In occasione del Digital Food targato Streamfest, frestyl propone due giornate di laboratorio per imparare, utilizzando il software Max/MSP, a creare musica dal cibo.

Durante il workshop si terranno dimostrazioni ed esercizi pratici, seguiti da istruzioni dettagliate su come eseguire un progetto originale in grado di combinare l’uso di alimenti con la produzione musicale.

Il workshop, modulato sul profilo degli iscritti, è diretto sia a chi già conosce Max/MSP, sia a chi è un semplice appassionato di tecnologie e musica.

I premi
1° classificato. Il progetto migliore realizzato durante il workshop verrà presentato dal team o dalla persona che lo ha creato durante lo Streamfest (http://www.streamfest.org/)

2° classificato. Il team o persona che avrà realizzato il secondo progetto giudicato più valido otterrà un pass per lo Streamfest.

La tecnologia
Max è un ambiente di sviluppo grafico per la musica e la multimedialità. È utilizzato da oltre quindici anni da compositori, esecutori, progettisti software, ricercatori e artisti. Grazie al suo progetto estensibile e alla sua interfaccia grafica, Max è comunemente considerato una sorta di lingua franca per lo sviluppo di software per la musica interattiva. MSP rappresenta l’estensione audio di Max.

Il team
frestyl è il nuovo social network per promuovere e scoprire musica dal vivo, disponibile su web e iPhone. Creato e portato avanti da un team di geek, designer e musicisti, frestyl si è quest’anno unito a Streamfest non solo per la promozione del festival ma anche per offire le sue competenze tecniche e musicali.

Il workshop verrà condotto da PJ Brindisi, programmatore e musicista che ha lasciato la società musicale Indaba e New York per trasferirsi a Roma e lavorare su frestyl e Johanna Brewer, programmatrice e designer, che dopo il dottorato ha deciso di lanciarsi nel mondo delle start-up e iniziare, con Arianna Bassoli, l’avventura di frestyl.

Il programma
Giovedì 21 luglio:
10-11: Intro
11-11.30: Dimostrazione con Max/MSP e cibo
12-19: Ricreazione step-by-step della dimostrazione

Venerdì 22 luglio:
10-10.30: Into
10.30-12: Dimostrazione di ulteriori funzionalità di Max/MSP
12-19: I partecipanti lavorano sui loro progetti
19-20: Presentazione dei progetti
20-20.30: Annuncio del vincitore che presenterà il suo progetto allo Streamfest
21.00: Party!

Dopo il workshop
> Verranno pubblicati i tutorial, le dimostrazioni e le presentazioni fatte durante il workshop.
> Verrà pubblicata la documentazione relativa ai progetti creati dai partecipanti

Dove e quando
Il workshop si terrà presso la mediateca delle Officine Cantelmo di Lecce il 21 e il 22 luglio.

Come partecipare
Per partecipare basta compilare QUESTO MODULO

Costo
Il costo del workshop è di 70€ per le due giornate.

Info
per iscrizione: Giuliana Scarciglia
giuliana.scarciglia@streamfest.org
per la didattica: Arianna Bassoli
karmanet@frestyl.com

L’evento è anche su Facebook


Grafica di Streamfest 2011

:: il team di frestyl

Ami la musica? Hai degli amici che ti seguono in questa passione?

Registrati e falli registrare su frestyl e poi scegline uno da portarti gratis al concerto di Adam Green al Radar Festival di Padova!

frestyl, il social network per promuovere e scoprire le serate musicali, annuncia una partnership con il Radar Festival, che si tiene a Padova da giugno ad agosto e ospita artisti come Yuck, Adam Green, I’m From Barcelona e Brunori Sas.

Per festeggiare insieme a voi questa nuova partnership, vi offriamo 2 biglietti per il concerto del 6 luglio di Adam Green.

Cosa fare:
– registrati su www.frestyl.com se non l’hai ancora fatto
– convinci tutti i tuoi amici che amano la musica a registrarsi
– fai l’attend all’evento
– mandaci un’email a info@frestyl.com con la lista degli amici che hai convinto a registrarsi (link al profilo frestyl o anche solo il loro nickname)

Chi vince i 2 biglietti??
Quello che riesce a far registrare più amici naturalmente!

Il termine per partecipare è il 4 luglio, per cui affrettati!!


Logo del Radar Festival di Padova

:: il team di frestyl

We’ve already talked about Dancity, one of the summer festivals frestyl has become media partner for. We love this electronic music festival, and as the festival is coming up (1-2 July) we want to talk about it more in depth here. The lineup for this year’s edition (called “Back To The Future”) includes: DJ Krush, John Talabot, Balanescu Quartet, Filastine, Elektro Guzzi, Oorutaichi, Tim Exile, Steffi, Arandel + Dancity Ensemble, Scuba, Dixon, Populous, Luminodisco, Apes on Tapes and many many others.


Dancity logo: green version

Most of these names might not sound familiar to most people (who are not so involved in the electronic music scene), including myself, but the minds behind Dancity have years of experience in the music business to able to select the best experimental performers of the international scene. And we trust them. So these dozens of musicians will perform in different historical locations of Foligno, Umbria, over the course of two intense days, and we will be there to experience it all.

For the occasion, we’ve also interviewed the founders of Dancity and asked them a couple of questions on the festivals and not only. Here it comes:

Can you tell us a little bit about the Dancity Festival?

Dancity is a voluntary association born in 2006, based in Foligno (central Italy) formed by 20 music lovers. We curate and produce Dancity Festival, this year on the 1st and 2nd of July, and other events during the rest of the year in the region and in other parts of Italy.
It is an important way for us to give a contribution to the place we live in by doing something we love and believe in.

How do you select your artists?

Well, after the festival every year we start choosing the winter events and artists, so names will come up and some of them we might think are more appropriate for the festival, others for our winter club nights. It is an ongoing process which takes most of the year.

Your festival is held in historical and suggestive locations in Foligno, like Santa Caterina. Do you think the location affects the experience of the festival?

Definitely! That is something we love about the festival and we hope will continue. It is a magical experience to see an electronic music festival in a medieval church, like the auditorium San Domenico and Santa Caterina; Palazzo Candiotti is amazing too! It gives a stronger character to the festival and it grows within the city.

The concept of the festival this year, as a matter of fact, is “Back to the Future” because we wanted to emphasize the link between the past and the future and how important it is not only to have a strong history but also a positive and constructive idea of the future.


Dancity logo: black version

What do you think differentiates Dancity from other electronic music festivals?

The locations and the ability to grow within and with the city. It’s inclusiveness, creativity and dedication. These are all aspects that we think are not only perceivable to us as volunteers but also leeks out to the public.

How has the festival changed and evolved since the first edition?

It has grown a lot! In terms of visibility, budget, complexity and public. The number of volunteers has grown too!

Can you give us a couple of thoughts on the current situation of the Italian music scene?

There is a lot going on, quietly, but there is. Things have drastically changed during the past years, mostly because state funding for the arts has almost disappeared which makes everything a lot more difficult for music festivals, and therefore for artist too. It is definitely economically a difficult time in Italy but it is also a time of radical change and probably that is something that comes out musically. People seem to have realized to take things, especially music and art, less for granted.

And it’s always refreshing to hear the enthusiasm of people like the ones behind Dancity who try to bring something fresh and new to Italy despite its current political, economical and cultural distress. We will be there to support it, and we suggest you come too!

Don’t forget that you still have the opportunity to become the “frestyl reporter” for Dancity: until the end of this week you can fill in this form and win ticket+press pass for the festival. Com’on and join the magic!

Ecco che si avvicina l’edizione 2011 del Dancity Festival, di cui quest’anno frestyl è media partner. Questo è quanto annunciano a proposito gli organizzatori (che abbiamo intervistato, sopra, in inglese!):

Il Dancity Festival 2011 “Back to the Future” si terrà a Foligno (PG) l’1 e il 2 luglio al complesso dell’Auditorium di San Domenico, a Palazzo Candiotti e all’Auditorium di Santa Caterina. Tradizione e innovazione rappresentano ancora una volta le parole chiave della sesta edizione del Festival, che unisce alcuni dei luoghi più suggestivi ed importanti della città ad una manifestazione di respiro internazionale, ricca come sempre di artisti di altissima qualità. Spazi outdoor e indoor per due giorni pieni di concerti, live & dj set, installazioni, mostre, workshop. Molte le novità di quest’anno: la parte pomeridiana del Festival, che sarà concentrata nel nuovo Auditorium di Santa Caterina; un focus sul Giappone, un paese che, similmente al nostro, ha bisogno di un rapporto dinamico con la propria storia, per conciliare un passato importante e la voglia di futuro; infine la nuova location serale, la corte di Palazzo Candiotti, che si unirà, come di consueto, all’Auditorium S. Domenico.

Come sempre tantissimi artisti internazionali:
DJ Krush (JP); John Talabot (ES); Move D + Juju & Jordash (DE, NL); Balanescu Quartet (RO, UK); Filastine (US); Elektro Guzzi (AU); Oorutaichi (JP); Tim Exile (UK); Steffi (DE); Stian Westerhus (NO); Zan Lyons vs Blade Runner (UK); Space Dimension Controller (IRL); Giuseppe Ielasi (IT); Arandel + Dancity Ensemble (FR, IT); Scuba (UK); Braun Tube Jazz Band (JP); Kink + Neville Watson (BG, UK); James Pants (US); Teamlab Net & Mjuc (JP); Dixon (DE); Felix Kubin (DE); Populous (IT); Luminodisco (IT); AD Bourke (IT); Apes on Tapes (IT); Furtherset (IT).

Dancity è il nostro mondo, il nostro modo di immaginare il futuro: transmediale, transculturale, transnazionale. Dancity è il nostro modo di rispondere alla crisi: un piccolo atto politico contro la crisi dell’immaginario, dell’economia, della cultura. Alla faccia della crisi, noi vogliamo divertirci e vogliamo farlo coi suoni, le visioni e le tecnologie del nostro tempo. E vogliamo farlo qui, a Foligno, dove si cena ancora in osteria, ci si vede in piazza, si dorme col silenzio e le sere d’estate sono calde e accoglienti.
Se dovremo estinguerci, lo faremo almeno con classe. Vieni a Foligno, prima che sia troppo tardi.


Dancity logo: purple version

E con questa premessa non si può che rimanere affascinati e incuriositi da questo festival, che, possiamo assicurarvi noi che ci siamo già stati, promette grandi emozioni. Vi consigliamo perciò di venire anche voi, e, se avete voglia di diventare i nostri reporter ufficiali del festival, avete ancora qualche giorno per compilare l’apposito modulo, che vi dà l’opportunità non solo di scrivere una recensione per conto nostro, ma anche di vincere l’ingresso e l’accredito stampa per il festival. Dunque, cosa state aspettando?


Dancity 2011 teaser

:: karmanet

This post goes out to all the nerds like us who are sick of the hassle of creating Facebook test accounts. Facebook has changed their policy and procedure to effectively make it even harder to test a simple app you’ve deployed or are building. Supposedly this process was meant to be streamlined and improved for Q3 but we’ve all been waiting just a bit too long, so our newest frestyler, npj, whipped up a handy command line tool for creating Facebook test accounts quickly and easily. You can grab it off of Github or install the gem. Enjoy.

:: deadroxy

No we haven’t forgotten the last day of the Mi Ami festival. We’ve previously said that the winner of our “become frestyl reporter” contest, Tommaso Benelli, couldn’t attend the third date of the festival, but we did nonetheless find a great reporter for such date, Christian Cannavò. Christian is a journalist from Sicily who’s also very involved in the music world as he organizes events and attends all kinds of festivals in Italy and abroad. He participated to our contest, and although he wasn’t selected as the winner, we liked very much the review he submitted so we decided to involve him for Mi Ami as well. And that was totally a good idea. Check below for his review, in Italian, of course!

Recensione del terzo giorno del MI AMI 2011: 12 giugno – by Christian Cannavò

12 giugno 2011 : Giornata conclusiva del MiAmi.
Alle 15 di domenica 12, a bordo della navetta Jack Daniel’s, ad accompagnarci, assieme all’autista vi è anche l’intenso calore del sole, timidamente in disparte nei primi due giorni, pronto ad irradiare le note musicali dell’ultima intensa serata della kermesse.

Un velo di tristezza nel varcare il cancello d’ingresso, mi ci stavo abituando all’aria piacevole del MiAmi, alle chiacchiere con i tanti musicisti ritrovati e alle strette di mano sincere con i nuovi appena conosciuti, ma lungo il percorso con il fitto programma tra le mani, il velo svanisce per lasciar spazio alla musica, alla tanta e bella musica che aleggerà nel parco del Magnolia.

Birra fresca in una mano, macchina fotografica nell’altra e via con le spole continue tra Collinetta e Palco Pertini in cui spiccano le prime t-shirt Verdena sulle schiene dei giovani fans. Set intimo chitarra e voce per Marie Antoniette, da una parte, il post rock d’autore per i ManzOni dall’altra. Timida e dalla voce spezzata dall’emozione la prima in veste solista, intensi come un pugno nell’anima i secondi. Se i ManzOni mi avevano colpito al primo ascolto, dal vivo mi hanno decisamente conquistato, con l’alienazione e la storia vissuta dei testi perfettamente appiccicati al tappeto sonoro espresso sul palco.

E’ tempo d’indossare il braccialetto e di appostarsi sotto palco per una “vecchia” conoscenza, si rimane al Pertini, si rimane per accomodarci sulle note dei Plastic Made Sofa. C’era molta attesa per il gruppo bergamasco, tra le rivelazioni del 2010. Piccoli problemi tecnici e l’orario ne hanno però condizionato leggermente la performance, un po’ sottotono, in cui è venuto a mancare l’input della band, per “sporcare” ulteriormente l’energia dei brani ben suonati ma un po’ troppo puliti.

18.20 Jacqueries e Bob Corn … scelta dura, si opta per la par condicio, con peso della bilancia leggermente a favore del cantautore modenese. Due facce differenti della stessa medaglia pop, la freschezza degli esordienti e convincenti Jacqueries di Roma, contro il fascino, la malinconia ed i racconti musicati di Tiziano Bob Corn. Perché un concerto di Bob Corn è riduttivo definirlo tale, è un film senza immagini dei suoi viaggi per gli States o per la Sardegna, sentirlo parlare, pause e risate comprese sorseggiando vino rosso “mi piace il vino rosso, ma anche il bianco mi piace molto”, aggraziato dall’accento emiliano, è una delizia, il pubblico incantanto, persino il cantautore meravigliato di trovarsi innanzi una Collinetta strapiena e silenziosa. La giusta atmosfera spezzata unicamente dai lunghi e sentiti applausi e dal passaggio degli aerei … Finale di set a sopresa, con Tiziano inghiottito tra la gente, per gli ultimi 2 brani, cantati senza microfono, mentre i Green Like July allestivano il proprio palco. Indubbiamente uno dei migliori dell’intero cartellone, il più vicino al cuore della gente, perché far musica è bello, ma suonarla piano lo è di più.


Bob Corn canta tra il pubblico della collinetta

Non c’è tempo per i Green Like July, sul palco del Pertini sono saliti i Young Wrists, giovanissima realtà che ha raccolto in pochissimo tempo numerosi consensi, col decadentismo ann’80 di cui sono impermeati i brani contenuti in We were young and beautiful, disco d’esordio dello scorso anno. Smessi i panni folk di Marie Antoniette, Letizia imbracciata la chitarra elettrica e indossata un’altra accattivante mise, ha dato voce e concretezza del valore e della freschezza della band .


Letizia si sdoppia al Mi Ami tra i suoi due progetti Marie Antoniette e Young Wrists (con cui suona nella foto)

Avrei voluto complimentarmi con tutti i musicisti, argomentare sulle performances e sui dischi, ma il Miami entra sempre più nel vivo, aumentano le presenze, aumenta il livello artistico e “le nostre ore contate” scorrono via velocemente. Ad attendermi in Collinetta i Bartòk, rivelazione indie di ieri e certezza di oggi. Varesini ipnotici, affascinanti che con violoncello, campionatori, basso, tastiere, batteria e strumenti vari, reminiscenze loureediane, hanno inondato il pubblico di schizzate blues, jazz, rock minimalista. Con la voce scura e profonda e le movenze ammalianti, Roberto Binda ha attratto a sé, come calamita l’attenzione di tutti i presenti.

Un nuovo conflitto mi attanaglia: seguire il mio cuore che da buon siciliano scalpita per Cesare Basile o assistere al primo concerto dei misteriosi I Cani? Non c’è soluzione bipartizan, scelta secca: Cesare Basile, accompagnato da Enrico Gabrielli (Mariposa, Calibro 35).


Cesare Basile sul palco del Mi Ami

Esempio assieme a Marco Parente per le giovani bands, cantautore che come pochi graffia, scuote, culla. Dopo un lungo percorso artistiche lungo l’asse Milano-Roma-Berlino, ha deciso di scommettere sull’immensa e attiva realtà musicale siciliana, mettendoci cuore, faccia e sudore sposando il progetto del collettivo artistico de L’Arsenale. Eccome se hanno emozionato e graffiato le tracce dell’ultimo disco Sette pietre per tenere il diavolo a bada, in cui tra i brani, si respira pesantemente il pentrante odore di Sicilia. Un set scivolato via troppo in fretta al crepuscolo, ma non privo d’energiche suggestioni.
Ironicamente, cala il buio sul Magnolia, ma si accendono le luci per Il Buio sul palco, ultimo gruppo in main stage, prima degli attesissimi Verdena.

La personale delusione di giornata, in 3 giorni, solo 2 gruppi non mi hanno convinto, e purtroppo uno di questi sono proprio i tanto acclamati ed osannati Il Buio…, un ascolto senza emozione alcuna, energia non pervenuta, poco convincente il vocalist, su disco la band vicentina mi aveva suscitato ben altre sensazioni, tuttavia non una bocciatura, solo rimandati ad altra occasione, sperando che mi sia soltanto sbagliato.

Ed è subito sera … il festival è nel clou, l’attesa per gli headliner di giornata è altissima, non c’è un buco libero, location gremita come non lo è stata per Massimo Volume e Casino Royale, e persino la Collinetta Jack è gremitissima per gli altri headliner: Non voglio che clara. Due concerti per tutti i gusti: da un lato l’energia sudata degli ormai consolidati Verdena, all’esordio al Miami – dall’altro, il pop d’autore dei “Clara”, ciliegina sulla torta di un’interessante degustazione e giusta chiusura del secondo ma non meno importante palco del Festival.

Ma 20 e significativi minuti di ritardo sulla scaletta, mi permettono di assistere unicamente al brano d’apertura prima di scappare ed arrivare a fatica sottopalco per il terzo e quarto brano dei Verdena, ultimi due disponibili per le foto. Tra una raffica e l’altra di foto, sono stato colpito dalla potenza scenica e live.


Verdena in tour (de force) con il nuovo album doppio WoW

Percezione smarrita e dilatata nelle retrovie nel proseguio del live.
Non il Caos strisciante da pogo consueto dei loro concerti per via della tanta gente, entusiasmo e calore hanno accompagnato la band per tutti i 90’ di concerto . Scaletta incentrata sui tantissimi brani di Wow, da Scegli Me, Per sbaglio, Tu e me, canzone ostinata, alle cigliate di Razzi arpie inferno e fiamme, solo alcuni tratti dal doppio Lp idolatrato da pubblico e critica, per molti il capolavoro ed il disco della maturità, alternati ai classici Phantastica, Angie, il Gulliver, Valvonauta, del repertorio. Roberta ed Alberto, due leader da palco, Alberto tra tastiere e chitarre, a cantar ad occhi chiusi, Roberta a scuotere perennemente basso e capelli, saltellando da una parte all’altra, poche parole, pochissimi ringraziamenti, non c’è tempo per le chiacchiere ma solo per la musica.

I Verdena stanno iniziando a scrollarsi di dosso la nomea di “Nirvana italiani” e dalle sonorità che comunque non potevano scalfire né paragonarsi al mito grunge, per un nuovo percorso stilistico maggiormente indecifrabile, dai testi perennemente no sense (per molti la peculiarità della band, personalmente un limite) tessuti in melodie estremamente violente o sorprendemente delicate. Tessuti su misura sulla pelle del caloroso pubblico che li ha applauditi a lungo.


Roberta dei Verdena suona davanti al numero massimo di persone che il Mi Ami ha contato per un singolo concerto durante questa edizione

Il mio primo MiAmi, di sicuro non l’ultimo, un’isola felice “indipendente”e incontaminata dal tritacarne musicale propinatoci ogni giorno dai mass media, moltitudine e sfaccettatura delle tante realtà underground, punta dell’iceberg della calda fucina rock pop indie folk, chiamatela come volete, che sforna talenti da nord a sud dello Stivale.

:: christian

The winner of our “frestyl reporter” contest for Mi Ami, Tommaso Bertelli, has reviewed the second day of the festival (11th June), which was also his last day at Mi Ami as on the Sunday his duty as an Italian citizen won over his duty as a frestyl reporter (that weekend we had to vote for referendum). And that’s a good thing! So here is the review, in Italian, of course.

Recensione del secondo giorno del MI AMI 2011: 11 giugno – by Tommaso Bertelli

La storia si ripete, come spesso capita. Si replica il giorno successivo, sabato. Stesso copione: esco di casa col sole, arrivo al Magnolia con diluvio. Più breve, ma più intenso. Secchiate d’acqua dal cielo. C’è sempre più fango nel parco, che sempre più acqua per terra. C’è sempre più rock.

Entro e sul Pertini stanno suonando gli Smart Cops, carichi come delle molle. Di rosso e nero vestiti trasudano energia. Ma oggi decido che è il palco Collinetta quello cui dedicherò le maggiori attenzioni, visto che in scaletta ci sono una serie di band giovani e interessanti. Primi tra tutti i Be Forest, che sono in tre, che sono giovani e soprattutto che sono bravi. Li seguono a ruota i Radio Days, che con un look molto mods sembrano la versione italiana e sfigatella dei Franz Ferdinand.


I Be Forest potrebbero benissimo essere una band indie americana che appare su Pitchfork

Guardandomi intorno si capisce che la giornata di oggi è meno mono-genere di quanto lo fosse ieri. Gironzolando nel parco, tra gli stand, sotto i palchi ci sono ragazzi di ogni genere e vestiti in maniera totalmente diversa, molti dei quali sembrano appena usciti da uno scontro a fuoco e con bombe a mano con il proprio armadio, ma alla fine tutto fa colore e soprattutto fatti loro! L’atmosfera è più colorata e divertente di quanto non fosse venerdì e ci sono anche un sacco di bambini e più di una volta ho rischiato seriamente di calpestarne un paio.


Mi Ami crowd

A rompere questa magia arriva la prima delusione della giornata e cioè che i Death in Plains che ero curiosissimo di sentire sono rimandati ad un’ora tarda, su un terzo minuscolo palco, a causa dei ritardi dovuti alla pioggia. Peccato perché suoneranno in contemporanea ai Casino Royale e nessuno, o almeno non io, andrà a sentirli. Sul palco salgono i Babalot che in sei non fanno neanche mezzo Rino Gaetano, perché loro lì puntano.


Il restio Babalot canta al Mi Ami accompagnato dalla sua band

A questo punto bevo una sonora birra e mi lascio trasportare dalla solita schizofrenia per tentare di seguire in contemporanea gli Iori’s Eyes, che risultano troppo naif e anni ’80 per i miei personali gusti, e gli LN Ripley, side project di Ninja, batterista dei Subsonica. Un grandissimo show! Energia pura. I primi, in due giorni, che giocano anche molto sulla componente visiva dello spettacolo e non solo su quella musicale. Tre enormi occhi di plastica gialli compaiono sul palco che nel frattempo si riempie di fumo. Dalla nebbia spuntano i componenti del gruppo, tutti mascherati. L’impatto è devastante! La carica di Viktor, il frontman, che dopo una canzone rivela il suo volto già sudato, è incredibile. Non sta fermo un attimo e canta con grande energia. Dietro i musicisti che rimangono mascherati macinano note e valvole dei sintetizzatori. Grandi!


Lo show pirotecnico dei LN Ripley

La serata si chiude con il live più atteso, quello dei Casino Royale. La storica band milanese, che in questi giorni torna con un nuovo disco, sale sul palco che son da poco passate le 23 e la folla che ormai riempie il piazzale davanti il palco principale esplode. I nuovi pezzi (Io e la mia ombra e Ogni uomo, una radio) si mischiano alle hit della band capitanata da Alioscia (Crx, Sempre più vicino, Ogni singolo giorno e Royale’Sound). È anche il primo momento in due giorni in cui la politica fa la sua comparsa al MiAmi, e non potrebbe essere altrimenti quando sul palco c’è una band che ha legato il suo nome a doppio filo con la città, questa città che nell’ultimo mese ha assistito ad uno dei cambiamenti più epocali cui io abbia avuto occasione di partecipare. Che sia forse il momento che la “Milano fratricida” che i Casino Royale cantavano nel lontano 1997 sia scomparsa? Speriamo.


Casino Royale, missione speciale, pronti a decollare

Dopo oltre un’ora di live Alioscia e soci abbandonano il palco e la giornata finisce. Torno a casa con la convinzione che il MiAmi sia uno di quegli eventi che fanno bene al morale, di tutti: dei gruppi e degli artisti che vedono un’incredibile partecipazione del pubblico, nonostante le avversità atmosferiche. E fa bene anche al pubblico che in tre giorni vede quanto di meglio l’Italia possa offrire in ambito musicale. Vero è che di qui passano solo artisti e realtà indipendenti, ma piccoli e pochi è meglio. Non sentiamo il bisogno di riempire stadi o parchi veneziani, posto poi che neanche i grandi ci riescono…
Al prossimo anno MiAmi.

:: thomas mann

PS: potete trovare le altre foto di Tommaso Bertelli del Mi Ami QUI