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Here we are again, with the first review of the second day of the Soluzioni Semplici Festival at La Casa Del Jazz, featuring, this time, Marta Sui Tubi and Valentina Lupi. This review is by frestyl reporter Giulia Trapuzzano whom we’ve met and read in the previous post about Brunori SAS and Le Luci Della Centrale Elettrica. Buona lettura.

Soluzioni Semplici Festival – Day 2: Valentina Lupi e Marta Sui Tubi. Recensione e foto di Giulia Trapuzzano

La seconda giornata del Soluzioni Semplici Festival viene aperta da Valentina Lupi. Ammetto di non conoscerla bene e di non essermi nemmeno molto informata sul suo conto, decido insomma di presentarmi all’ascolto priva di qualsiasi pregiudizio.

La cantante ha un buon sound, tra il rock e il blues senza trascurare dei piacevoli richiami jazz. Si accompagna a musicisti capacissimi ed è molto molto donna. Le sue canzoni parlano di amore e autodeterminazione, di indipendenza e consapevolezza. E’ indignata. In Non è Cambiato Nulla deride quell’uomo un po’ padre e un po’ professore che viene a migliorarti, a plasmarti, a riconsiderarti con la sottile didattica dell’inadeguatezza. Si scaglia contro questo paese che concepisce la donna ancora come merce di scambio, nudo diletto. Contro la sterile retorica che ci vuole belle, intelligenti, fragili da consolare ma di polso e brutali, ricche di un testosterone preso in eredità da non si sa chi, passionali ma controllate, premurose, materne ma con le palle.

Valentina ci racconta le donne con le parole di un’amica, di un’amica che scrive e pensa veramente bene. La Mia Colpa e Il Modo Migliore dimostrano una profonda sensibilità per un tema difficile come quello dell’incomunicabilità; quando l’amore, per quanto intenso, non può unire due persone diverse fino a farle diventare la stessa cosa. Qualcuno che conosco una volta disse: “Si può capire come funziona uno scaldabagno, ma uomo e donna non sono fatti per comprendersi”. Valentina dice la stessa cosa ma lo fa sicuramente meglio, con una frase di sintesi perfetta: Io non posso costruire un cuore, ma posso avvicinarmi a un cuore.

Dimostra attenzione, cura e ricerca del dettaglio. Non c’è una sola parola fuori posto, né un suono di troppo. La sua voce è graffiante e la carica emotiva è evidente. Purtroppo però non scalda abbastanza il pubblico, anche se io credo che il potenziale ci sia e non tarderà a farsi sentire sempre più chiaramente.

Anche i Marta sui Tubi scelgono di impostare il live su un tema vivissimo e attuale. Aprono con una lettera degli amici di Alberto Bonanni, il musicista aggredito a Rione Monti la sera del 25 giugno. La band dedica al ragazzo un minuto, non di silenzio bensì di totale rumore, di fracasso esorcizzante e grida perché “Alberto non è morto”.

Il concerto è una grandiosa onda tellurica, fa tremare gli animi, i corpi, le sedie. Il malessere sublimato impatta contro un’incontenibile voglia di vivere e urlare. Sono ironici e primitivi, mescolano rabbia a sapiente cabarettismo. Sempre a metà tra lo sperimentale e la tradizione melodica italiana, slanci quasi punk e hardcore e tanto, tantissimo sudore. Ritmi serrati di Paolini e arpeggi struggenti di Pipitone, note in un attimo furiose e presto malinconiche di Pischedda, il violoncello commovente di Boschi e la voce energica di Gulino. La partecipazione non può in alcun modo essere passiva, il tutto è travolgente e irresistibile. La band si riconferma toccante e intensa con brani come La Spesa, Vecchi Difetti e Pensieri a Sonagli, turbolenta, rabbiosa e instancabile con L’Unica Cosa, passando per Cinestetica e Dominique che fa sorgere in Pipitone un quesito spontaneo: “Ma perché parliamo sempre di stronze?”.

Il pubblico è definitivamente innamorato, in sintonia perfetta con gli artisti a condividere ossessioni, isterismi e sentimenti.

I Marta sui Tubi sono uomini, musicisti e parolieri innegabilmente abili e consapevoli, lucidi, completi. Sempre in grado di stupire, coinvolgere, emozionare.

:: giulia

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Soluzioni Semplici Festival is officially over after a 5-day intense music feast at the scenic Casa Del Jazz in Rome. And now we can gather thoughts and images about the festival, and see the whole event through the eyes of our “frestyl reporters”. Following the suggestion of the organizers of the festival, we’ve selected not just one but TWO talented writers for each night, so that we could get different perspectives on the same show. So this is a little experiment we’re doing here.

Below is the first review (in Italian!) of the first day of the festival, featuring Brunori SAS and Le Luci Della Centrale Elettrica (1st july), written by Giuseppe Zingaro. Giuseppe is studying Economics in Rome but he’s also a musician, heading a collective called Sounds NotNotes. And, of course, he loves writing!

Soluzioni Semplici Festival – Day 1: Brunori SAS & Le Luci Della Centrale Elettrica. Recensione e foto di Giuseppe Zingaro

Entro nel giardino all’ombra delle mura aureliane quando la serata sta per entrare nel vivo. La fila è ancora lunga fuori dal cancello. Una lenta processione che si dirige al palco. Ho giusto il tempo di scattare la prima foto malriuscita, che una voce calabrese al microfono richiama l’attenzione. La Brunori SAS saluta il pubblico e si prepara per lo show.

Tira un’aria intima sul prato, dove noto la prima particolarità inaspettata: davanti al palco ci sono schiere di sedie perfettamente simmetriche. Infondo siamo alla Casa del Jazz. Dario Brunori comincia all’imbrunire, mentre le ultime file si stanno ancora popolando. Comincia come il suo ultimo album, con Il Giovane Mario, ma lo fa con la chitarra invece che col pianoforte. Da subito tutti sono rivolti verso di lui con un’attenzione che mi ha sorpreso. Una di quelle che non si vedono spesso ai concerti, soprattutto nei locali affollati. Dopo l’inizio di chitarra e voce, la scaletta prende piede con un tuffo nel disco precedente. Chi non è seduto si accalca ai lati delle sedie.


Brunori SAS sul palco della Casa Del Jazz

La sensazione è che molti di quelli che sono qui siano venuti per lui, Dario Brunori con la sua società in accomandita semplice. Seguono in scaletta le canzoni del disco nuovo, che quasi tutti già conoscono a memoria. Il concerto si fa emozionante. A questo punto, lo ammetto, ho pensato che avrei scritto una recensione un po’ noiosa perché tutta “pace e amore”, ma l’allegria che trasmette quest’uomo mentre racconta di disavventure e di poveri cristi (il nome del suo album) è disarmante. La sua è una scrittura semplice ed efficace, certo a tratti può essere accusato di un certo manierismo, ma si tratta di canzoni. Di certo ha dimostrato di essere un autore vero pubblicando un secondo album così inaspettato. Uno dopo l’altro i nomi che hanno fatto grande il cantautorato italiano rivivono nelle melodie e negli arrangiamenti del trentatreenne calabrese. Durante il concerto mi guardo attorno e, nonostante la folla, mi chiedo dove siano tutti i ragazzotti di paese luciobattistiani che mi deridevano perché compravo i dischi degli Iron Maiden. Forse sono al concerto di Vasco Rossi (stessa sera allo stadio olimpico). Magari è meglio così, che se Brunori dovesse arrivare a tutti, che è un po’ lo scopo del gioco, questi indie-boy che ora lo osannano finirebbero per sparare a vista.

Il concerto di Brunori SAS finisce tra sorrisi, standing ovation e applausi. Mi dirigo verso i banchetti di dischi e magliette per dare un’occhiata e raccolgo un po’ di pareri sul cantautore calabro appena sentito. Tutti mi sembrano entusiasti e confermano di essere venuti qui per lui.


Le Luci Della Centrale Elettrica al Soluzioni Semplici Festival

Dopo un rapido cambio palco è la volta del famoso, ultimamente famigerato, Vasco Brondi (Le Luci della Centrale Elettrica). La luce si abbassa, i toni diventano freddi. Il concerto inizia con Cara Catastrofe. Molte persone decidono di migrare alla volta dello spillatore. Probabilmente hanno voglia di gustarsi il cinismo decadente del ferrarese con una birra fresca tra le mani, probabilmente no. In realtà sono tanti quelli che rimangono e altrettanti quelli che si avvicinano al palco. Una specie di ricambio generazionale: l’età media si abbassa, direi. A differenza di Brunori SAS non è la prima volta che ascolto Le Luci Della Centrale Elettrica. Questa volta devo ammettere che mi ha piacevolmente sorpreso il sound un po’ più limpido del solito. Anche se è dall’inizio della serata che mi lamento del volume generale basso. Infondo siamo alla Casa Del Jazz II. Vasco Brondi prosegue con la sua scaletta, ma faccio fatica a distinguere le canzoni del primo album da quelle del secondo (praticamente identici). Gli affezionati però ci sono, cantano a squarciagola e non sono pochi. Almeno qui non vale la regola della moda della musica italiana: se al primo giro (disco) sei il giovane talento redentore, al secondo devi morire crocifisso.


Brondi & Co ringraziano il pubblico

Il concerto finisce con un unplugged. Vasco Brondi raccoglie i musicisti al centro del palco e, nel silenzio religioso dei fan in prima fila, con chitarre acustiche e zero microfoni, saluta e ringrazia.

Sotto le stelle cadenti, tra amici e mura antiche di Roma… finisce così la prima serata della prima edizione di Soluzioni Semplici.

:: giuseppe